Andrea Magnani, presunto complice di Martina Levato: “Noi succubi di Boettcher”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 17 Marzo 2015 15:33 | Ultimo aggiornamento: 17 Marzo 2015 15:33
Andrea Magnani, presunto complice di Martina Levato: "Noi succubi di Boettcher"

Andrea Magnani, presunto complice di Martina Levato: “Noi succubi di Boettcher”

MILANO – Alexander Boettcher sarebbe stato il ”regista” dell’aggressione con acido ai danni del 22enne Pietro Barbini, lo scorso dicembre, ”mentre io sapevo che dovevamo fargli uno scherzo goliardico e mi sono accorto di tutto solo quando Martina ha lanciato l’acido”. E’ quanto ha detto in aula Andrea Magnani, nel processo alla cosiddetta coppia diabolica. Il presunto complice, nell’udienza a porte chiuse e stando a quanto riferito dal legale di parte civile, avrebbe detto di essere stato soggiogato da Boettcher.

Secondo l’avvocato Paolo Tosoni, che rappresenta Barbini e i suoi familiari, la deposizione in aula da parte di Magnani (anche lui in carcere, ma indagato in un procedimento ‘stralcio’) ha “confermato esattamente la dinamica dei fatti come ricostruita dal padre di Pietro e dai testimoni”. Magnani, bancario e che era compagno di allenamenti in palestra del broker Boettcher, avrebbe detto di aver preso “consapevolezza” della gravità di quello che stavano facendo a Barbini solo quando ha visto la studentessa bocconiana Martina Levato che lanciava l’acido contro il 22enne. Magnani, infatti, che avrebbe avuto il ruolo di basista accompagnando Martina in auto quel tardo pomeriggio del 28 dicembre scorso e facendo le telefonate per attirare Barbini all’appuntamento ‘trappola’, stando al suo racconto, sapeva soltanto che i due volevano fargli “uno scherzo goliardico, perché Barbini era di ritorno dagli Stati Uniti”. Tra l’altro, Magnani ha raccontato che Boettcher gli aveva affidato un borsone con dei contenitori dentro, ma che, a suo dire, “là dentro c’era solo acqua”. Per l’avvocato Tosoni la testimonianza di Magnani (anche accusato di altre due aggressioni con acido assieme a Levato e Boettcher nell’inchiesta ‘stralcio’) è stata “molto lucida ed eccezionalmente confermativa anche fin nei dettagli di quanto accaduto e delle responsabilità della coppia” in questo processo. Certamente, sempre secondo il legale, poi andranno fatte “valutazioni” anche sugli altri episodi e “sulla consapevolezza di Magnani come complice dei due, perché le sue giustificazioni sembrano poco credibili”.

Magnani ha aggiunto che secondo lui Martina Levato aveva “soggezione” nei confronti del broker Alexander Boettcher e “anche a me lui dava ordini, tanto che una volta si arrabbiò perché avevo sbagliato a comprare dell’acido”. Magnani, stando a quanto riferito dal legale di parte civile Paolo Tosoni, nell’udienza a porte chiuse avrebbe raccontato che era, in sostanza, succube di Boettcher perché in quel periodo stava vivendo una ‘situazione economica, personale e familiare faticosa e difficile’ e per questo era ‘facilmente soggiogabile’ e, in più, teneva molto alla ‘sua amicizia’. Ha riferito anche di un ‘ordine’ che gli avrebbe impartito il broker, ossia di andare ad acquistare due taniche di acido solforico. Dopo l’acquisto, però, il broker si sarebbe ‘arrabbiato’ con lui perché aveva preso dell’acido con una ‘gradazione troppo bassa’. Riguardo a questo acido, Magnani ha detto che lui spesso aiutava Boettcher a pulire i tubi intasati in uno dei suoi appartamenti in viale Bligny.  Ad ogni modo, Magnani ha raccontato che lui sapeva che quello che dovevano fare a Barbini era soltanto una ‘cosa goliardica, consegnargli un pacco per scherzo’.

“Non mi ero reso conto, ho anche tentato di suicidarmi dopo quello che era successo ed ora provo rimorso, anche se non ero consapevole”, ha aggiunto Andrea Magnani. A proposito delle altre aggressioni ha raccontato di essersi sempre e solo limitato a prestare la sua auto o a fare delle telefonate, non sapendo poi che la finalità della coppia era, invece, quella di lanciare acido per sfigurare.