Cronaca Italia

Andrea Vitiello spara per “provare la pistola”: centrati 2 ragazzi, uno è gravissimo

Andrea Vitiello spara per "provare la pistola"

Andrea Vitiello spara per “provare la pistola”

MILANO – Andrea Vitiello, una condanna per spaccio che sconta ai domiciliari a partire dal 23 novembre, la mattina del 1 gennaio vuole provare la sua calibro 765 e spara alle 6,30 del mattino contro tre ragazzi che passano per caso sotto la sua casa a Milano.  “Vediamo come spara questa pistola“, avrebbe detto Vitiello prima di sparare e centrare due dei tre ragazzi, ferendone uno all’addome e l’altro alla gamba e al ginocchio.

Quello raggiunto all’addome, è gravissimo. “Un centimetro sopra e sarebbe morto”, dicono i medici. Il terzo ragazzo riesce invece ad abbassarsi dietro un’auto parcheggiata, a vedere in faccia Vitiello, che poco dopo vine riconosciuto in commissariato grazie ad una foto segnaletica. Vitiello, alle 16 del pomeriggio del 1 gennaio è al commissariato Scalo Romana: in serata è in stato di fermo a San Vittore per duplice tentato omicidio.

Come racconta Anna Giorgi sul Giorno, il “progetto di follia” di Andrea Vitiello

comincia nelle prime ore di ieri mattina, gira senza meta insieme ad un amico, «vuole sparare», dicono gli investigatori, cerca una vittima.

Via Nicola Romeo è un complesso di palazzoni tutti uguali, il quartiere è quello delle «Terrazze», diviso dal Gratosoglio solo da via dei Missaglia, estrema periferia di Milano. La notte di Capodanno, in un appartamento al civico 5 di via Romeo, c’è una festa, un brindisi fra compagni di università, una serata tranquilla. Alle sei del mattino, i tre ragazzi escono di casa per andare alle macchine parcheggiate a poca distanza dal civico 5. Due camminano insieme e saranno le vittime, il terzo si allontana, Vitiello non si accorge di quella terza presenza, lui sarà il testimone chiave”.

“«Quando ci stavamo dirigendo verso l’auto si è avvicinata una persona, un ragazzo vestito di nero, in compagnia di un altro suo coetaneo. In un tono che al momento sembrava scherzosoha detto, “vediamo come spara”, non abbiamo fatto in tempo a capire cosa stava succedendo». Il primo colpo della calibro 765 va a segno, colpisce Marco Giulio C. di 23 anni, studente di Biotecnologie al Politecnico, il secondo trapassa la coscia destra di Karim, F., 25 anni, studente di Scienze politiche alla Statale. Ma Vitiello non ha finito, il terzo colpo si conficca nella rotula, ancora di Karim. Poi si dilegua, anche se la polizia lo troverà due ore dopo in casa, nell’appartamento al civico 7 in cui vive con la madre, che ieri non c’era”.

Negli attimi concitati il terzo giovane fa in tempo a fuggire, a ripararsi, si salva, dicevamo, e racconta. Alle nove, due ore e mezzo dopo l’aggressione, la polizia suona alla porta di Vitiello che dovrebbe stare ai domiciliari. I sospetti si concentrano su di lui, che cade subito in contraddizione, in un tentativo di racconto sgangherato, dicono gli investigatori. Le prove contro il giovane sono schiaccianti: in casa e sul balcone ci sono anche altri bossoli uguali a quelli trovati sulla strada, perché Vitiello, ne sono convinti gli inquirenti, ha tentato di sparare ancora, prima e dopo il tentato omicidio. C’è una tragedia che ha segnato la vita di Andrea, suo padre, Ettore Vitiello, titolare di un’agenzia di lavoro interinale al Corvetto, è stato ucciso due anni fa con venti coltellate da Alessandro Cozzi, ex conduttore televisivo, dopo una lite per un debito di 17mila euro”.

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