Angela Celentano, Celeste Ruiz e il mistero della pista messicana

Pubblicato il 28 Febbraio 2013 13:43 | Ultimo aggiornamento: 28 Febbraio 2013 13:43
Angela Celentano e Celeste Ruiz

Angela Celentano e Celeste Ruiz

ROMA – Angela Celentano, Celeste Ruiz e il mistero della pista messicana. Continuano le indagini e i misteri intorno ad Angela Celentano, la ragazza scomparsa il 10 agosto 1996 dal Monte Faito, in provincia di Napoli, mentre con la famiglia partecipava ad un picnic. Tre anni, occhi e capelli neri, una voglia sul lato destro del dorso. Nonostante gli appelli e le indagini finora di Angela Celentano nessuna traccia.

Poi, il 25 maggio del 2010 la speranza si accende di nuovo quando dal Messico la famiglia Celentano viene contattata via Web, lasciando un messaggio sul sito ufficiale dedicato alle ricerche.

“Sono Angela, sono in Messico e sono felice”. Nei giorni successivi così la presunta Angela contatta anche Rossana, una delle altre tre figlie dei Celentano. Dice di aver cambiato di nome, di chiamarsi ora Celeste Ruiz, di esser stata prima abbandonata e poi adottata e, nei messaggi, allega anche una foto. Una foto che i Ris dichiarano ‘non incompatibile’ con quella che dovrebbe essere Angela Celentano. Contatti che si interrompono nel novembre del 2011. 

Così inizia l’attività dei carabinieri e la polizia postale, coordinati dalla procura di Torre Annunziata guidata ora da Alessandro Pennasilico. Attività raccontata oggi da La Repubblica in un articolo di Marco Mensurati e Fabio Tonacci:

“I carabinieri e la polizia postale, coordinati dalla procura di Torre Annunziata guidata ora da Alessandro Pennasilico, dapprima circoscrivono la zona di provenienza dei messaggi e poi attraverso l’Interpol organizzano una serie di operazioni sul campo, in Messico. Durante una prima missione si scopre che il computer che inviava quelle mail appartiene a un magistrato di Acapulco, Cristino Ruiz Guzman, mentre uno dei tre account usati era intestato alla moglie, Norma Hilda Valle Fierro, una dipendente del ministero della giustizia. Entrambi sono di fede evangelica (come la famiglia Celentano, e questo dettaglio apre anche una pista investigativa, in un primo momento). Hanno due figli, una si chiama Cristina Ruiz. Il suo dna, però non coincide con quello di Angela. Nemmeno l’età combacia. E lei, di quelle mail non ne sa nulla. Come del resto niente sa l’altro figlio, il maschio. Insomma, dalla prima missione i carabinieri tornano senza certezze. Anche perché risultano fallimentari pure le ricerche della ragazza della foto a Cancun, dove lei aveva detto di essere e dove un operatore turistico napoletano sosteneva di averla vista.
Chi è Celeste Ruiz, allora? Con chi ha chattato Rossana, la sorella di Angela, per più di un anno? Il magistrato, Cristino Ruiz, rifiuta ogni addebito. Ma la procura messicana non gli crede e lo accusa di falsa testimonianza. Anche perché quando gli uomini dell’Interpol gli fanno un nome di un possibile utilizzatore di quell’account, Alfredo Jimenez Marin, Cristino risponde di non conoscere nessun Marin. Ma quello è proprio il cognome del primo marito di Hilda Valle Fierro, con il quale la donna ha avuto tre figli. Gli investigatori mettono insieme i fatti e scoprono che uno dei figli di primo letto della Fierro la va spesso a trovare nella casa di Acapulco, e ha libero accesso al computer di Ruiz. Insomma, che sia stato lui, per gli investigatori italiani è praticamente certo. Quello che ancora si ignora è il “perché” di un gesto tanto incomprensibile e, soprattutto, “il come”.”.

Questa mattina però il procuratore Alessandro Pennasilico, della Procura di Torre Annunziata (Napoli) ha affermato che le indagini sulla cosiddetta pista messicana continueranno. Il capo della Procura di Torre Annunziata contattato dall’Ansa spiega che l’inchiesta sul ritrovamento di Angela “non è affatto chiusa”.

“La chiuderemmo se avessimo elementi tali da ritenere che si tratta di fatti inventati – spiega – non abbandoniamo alcun indizio, se pur minimo, pur di ritrovare Angela”.