Angelo Izzo e la lettera sulla morte di Rossella Corazzin: “Eravamo in tunica bianca, lei era stata drogata”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 11 luglio 2018 16:39 | Ultimo aggiornamento: 11 luglio 2018 16:39
Angelo Izzo, la lettera sull'omicidio di Rossella Corazzin

Angelo Izzo e la lettera sulla morte di Rossella Corazzin: “Eravamo in tunica bianca, lei era stata drogata” (Foto Ansa)

ROMA – Angelo Izzo racconta i dettagli dell’omicidio di Rossella Corazzin, scomparsa il 21 agosto 175 da Tai di Cadore. [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] Dalla cella di Velletri in cui sconta due ergastoli per gli omicidi di  di Maria Carmela Limucciano e Valentina Maiorano uccise nel 2005, Izzo descrive l’omicidio di una ragazza per dimostrare di essere a conoscenza dei particolari dell’omicidio di Rossella. “Eravamo una dozzina intorno ad un tavolone, vestiti con una tunica bianca”, scrive alla rivista Giallo e prosegue spiegando che la ragazza era stata drogata e posta senza vestiti proprio su quel tavolo, con centinaia di candele accese sul pavimento.

A pubblicare la lunga lettera è la rivista Giallo in un articolo a firma di Gian Pietro Fiore, che spiega che la lettera di Izzo si riferisce alla scomparsa di Rossella, studentessa di San Vito al Tagliamento scomparsa quando aveva solo 17 anni mentre era in vacanza con i genitori. L’ergastolano spiega che oltre a lui nell’omicidio della giovane sarebbero coinvolte anche una decina di altre persone, tra cui il medico Francesco Narducci già accostato al Mostro di Firenze.

Secondo la sua ricostruzione, dopo aver rapito la ragazza la portarono prima a Riccione in un casolare e poi a Perugia, sul lago Trasimeno, dove è stata uccisa. La Procura di Perugia intanto ha aperto un fascicolo, salvo poi chiederne la chiusura e archiviare il caso. Nella lettera si legge:

“Chiedo alla Procura di Perugia di essere portato nella villa che ho indicato nei verbali redatti a seguito delle mie dichiarazioni sull’omicidio di Rossella Corazzin. Se mi trovassi all’interno di quella casa, ubicata nella zona del Lago Trasimeno, sarei in grado di essere ancora più preciso riguardo a quanto è avvenuto in occasione del rito in cui poi è stata uccisa la ragazza. Una volta in quella villa, potrei indicare il luogo dove la Corazzin è stata reclusa per diversi giorni e anche la stanza dove poi si è consumato il sacrificio”.

Nel racconto, Izzo spiega che la ragazza era stata drogata e lasciata senza vestiti su un tavolone, dove il primo a stuprarla fu il capo della setta. Poi a turno la stuprarono e altri orribili riti vennero eseguiti. L’uomo spiega di aver deciso di parlare dopo 40 anni perché vuole dare un “taglio netto al passato”.

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