Angelo Izzo, uno dei mostri del Circeo, depone il giorno dopo il suo matrimonio

Pubblicato il 11 Marzo 2010 13:52 | Ultimo aggiornamento: 11 Marzo 2010 13:59

Angelo Izzo

Il giorno dopo il suo matrimonio con la giornalista Donatella Papi, Angelo Izzo, uno dei mostri del Circeo, è ritornato in aula a Brescia per essere sentito come testimone dai giudici della Corte d’assise, davanti ai quali si sta celebrando il processo per la strage di piazza della Loggia del 28 maggio 1974 (8 morti e un centinaio di feriti).

Durante la deposizione Izzo, vestito in modo elegante con abito scuro, camicia bianca e cravatta regimental rispetto a quando fu sentito nelle scorse settimane, continua a toccare la fede. Nel corso della deposizione Izzo ha raccontato con molta disinvoltura della propria gioventù e della militanza di destra e ha detto che l’omicidio di una donna e della figlia, commesso quando era in semilibertà, potrebbe non essere l’unico reato di cui uno dei mostri del Circeo si sarebbe reso responsabile in quegli anni.

Parlando dell’omicidio della madre e della figlia, avvenuto alcuni anni fa in provincia di Campobasso, ha detto: “A volte la vita è complicata, ero partito, quando mi è stata concessa la semilibertà, con l’idea di comportarmi bene. Purtroppo, un po’ per megalomania, un po’ per pressioni e per una serie di problemi, è venuta nuovamente fuori la mia parte violenta”. Ma, dopo aver detto questo sul duplice delitto, parlando degli stessi anni, ha affermato: “Ho commesso anche altri reati gravi, forse un giorno ne parlerò. Questa non è la sede, risponderò con le garanzie e nelle sedi opportune”.