Angelo Semeraro ha confessato di aver ucciso Martino Aquaro: rapina finita male

di Redazione Blitz
Pubblicato il 9 Febbraio 2015 8:28 | Ultimo aggiornamento: 9 Febbraio 2015 8:28
Angelo Semeraro ha confessato di aver ucciso Martino Aquaro: rapina finita male

Angelo Semeraro ha confessato di aver ucciso Martino Aquaro: rapina finita male

MARTINA FRANCA (TARANTO) – Angelo Semeraro, 33 anni, di Martina Franca, è in stato di fermo per omicidio volontario con l’accusa di aver ucciso il 69enne Martino Aquaro, uomo trovato morto il pomeriggio del 7 febbraio davanti alla rimessa della sua abitazione di campagna, in via Madonna Piccola. L’ uomo avrebbe ucciso l’anziano dopo essere stato scoperto a rubare nella villa. La vittima è stata uccisa con brutale ferocia colpita più volte alla testa, al volto e alle spalle. A mani nude, poi con un bastone.

Angelo Semeraro, 33enne, con piccoli precedenti penali (una rapina risalente al gennaio 2014), ha confessato e ha fatto trovare agli investigatori anche l’arma usata per uccidere. Semeraro, secondo l’ipotesi investigativa, avrebbe reagito in maniera rabbiosa dopo essere stato scoperto dal pensionato mentre cercava di compiere un furto all’interno della villa. Aquaro avrebbe cercato anche di fuggire dopo aver ingaggiato una colluttazione con il ladro, che lo ha inseguito e ucciso. A scoprire il corpo dell’anziano, che aveva la testa fracassata, è stata la moglie, che lo aveva accompagnato nella villa nel primo pomeriggio ed era andata a fare visita ai vicini. La donna ha dato l’allarme alla polizia, ma per l’ uomo non c’era più nulla da fare. Aquaro si recava spesso nella casa di campagna per curare l’orto.

Probabilmente aveva lasciato aperto il cancello senza pensare minimamente alla possibilità che potesse entrare un ladro. Una disattenzione che è risultata fatale. Il pensionato, che si trovava in giardino, si è trovato di fronte il suo carnefice e istintivamente ha provato a bloccarlo, ma è stato sopraffatto in pochi attimi. L’aggressore, secondo i primi accertamenti del medico legale, lo avrebbe colpito ripetutamente con il bastone, fino a sfondargli il cranio. Gli inquirenti hanno interrogato la moglie e i due figli del pensionato, oltre ai vicini di casa e ad alcuni conoscenti. Tutto faceva pensare all’ipotesi del tentativo di furto sfociato in tragedia. Angelo Semeraro sarebbe stato notato nella zona da alcuni testimoni. L’uomo, tenuto sotto torchio per ore in caserma, è stato messo alle strette dagli inquirenti ed ha confessato, facendo ritrovare anche l’arma del delitto.