Angiola Armellini, signora dei salotti e figlia del costruttore rapito

di Redazione Blitz
Pubblicato il 20 gennaio 2014 16:56 | Ultimo aggiornamento: 20 gennaio 2014 17:24
Angiola Armellini, signora dei salotti e figlia del costruttore rapito

Angiola Armellini (Foto da Dagospia)

ROMA – Angiola Armellini è tornata su tutti i giornali. Ma questa volta non per una serata della cosiddetta Roma “bene” immortalata dai fotografi di Dagospia, ma per una presunta evasione da oltre due miliardi di euro. Le notizie di giornata dicono che la signora, figlia del noto costruttore romano Renato Armellini rapito dalla ‘ndrangheta, avrebbe nascosto al fisco italiano 1.200 immobili a lei intestati. Non solo. La signora, secondo la Guardia di Finanza, aveva spostato la residenza a Montecarlo dal 1999 ma, pur risultando cittadina monegasca fino al 2010, risiedeva stabilmente a Roma. Risulta aver abitato prima “senza dichiararlo, in un’ampia villa all’Eur e, successivamente, in un lussuoso appartamento su due piani intestato a società lussemburghesi”, un attico e superattico nel centro di Roma “che non era classificato come civile abitazione”.

Non è la prima volta che la signora Armellini deve fare i conti con la giustizia. Negli anni Novanta l’ex marito, Alessandro Mei, fu accusato di aver fatto sparire 200 miliardi di lire e di aver provocato la bancarotta della società Fincom, di proprietà del suocero.

In quell’inchiesta anche la signora Angiola Mei fu accusata di essersi appropriata di denaro e beni sociali in danno dei creditori, e di aver permesso che venissero redatti bilanci falsi e false scritture contabili della Fincom finanziaria e della Fincom commissionaria.

Scriveva Corrado Ruggeri sul Corriere della Sera del 24 agosto del 1996:

“Mei (l’ex marito della Armellini, ndr) si è difeso sostenendo che tutta quell’operazione fu architettata per portare all’estero i soldi di Armellini. Ma secondo gli investigatori, quel denaro sarebbe ancora nella disponibilità dell’ ex genero di Armellini e forse anche in quella delle figlie del costruttore, Angiola, Francesca e Alessandra. Sta di fatto che tra queste ultime e Mei è in corso una vera e propria guerra familiare e giudiziaria, davanti al tribunale civile, al quale Francesca e Alessandra Armellini si sono rivolte per riavere indietro le società che appartenevano al padre”.

Il 13 marzo del 2013 su Repubblica Domenico Lusi riferiva di una nuova inchiesta su Mei, sempre per bancarotta fraudolenta. Adesso, a finire sotto i riflettori della Finanza, è direttamente Angiola Armellini.