Cronaca Italia

Anis Amri, due proiettili mortali e tragitto dalla Germania all’Italia

Anis Amri, due proiettili mortali e tragitto dalla Germania all'Italia

Anis Amri, due proiettili mortali e tragitto dalla Germania all’Italia (foto Ansa)

MILANO – E’ stata effettuata all’Istituto di medicina Legale di Milano l’autopsia sul corpo di Anis Amri, come disposto dalla Procura di Monza. L’uomo è stato raggiunto da due colpi, uno alla testa e uno al torace, quest’ultimo mortale. Nel frattempo proseguono le indagini sugli spostamenti di Amri.

L’uomo è entrato in Italia arrivando a Torino in Tgv via Chambery, in Francia. A Torino una sosta di due ore, poi è ripartito sempre in treno per Milano, dove è giunto alle 0:46. Dalla stazione Centrale si è successivamente trasferito a Sesto utilizzando un bus sostitutivo della linea metropolitana, chiusa a quell’ora. E’ stato fermato a Sesto alle 3 del mattino, per un controllo di routine. Quando gli agenti gli hanno chiesto di mostrare i documenti e il contenuto dello zainetto che aveva sulle spalle, ha impugnato la pistola, una calibro 22, e ha sparato. Sull’arma sono in corso gli accertamenti balistici da parte dell’antiterrorismo milanese per capire se è la stessa usata per freddare l’autista polacco del camion usato per la strage a Berlino.

E’ “pulita”, non è mai stata usata la scheda telefonica trovata nello zaino di Amri. E’ quanto risulta dagli accertamenti degli uomini della Digos di Milano, coordinati Alberto Nobili, il responsabile dell’ antiterroisrmo, a dai pm Paola Pirotta e Piero Basilone. Inquirenti e investigatori anche oggi sono al lavoro per ricostruire il tragitto compiuto dal tunisino. Si sta cercando di capire come mai sia sceso a Torino dal treno proveniente dalla Francia e che comunque era diretto a Milano, per prendere un regionale per raggiungere la Stazione Centrale. Le indagini stanno cercando di capire come Amri abbia potuto girare per l’Europa e varcare, armato e senza documenti, più di un confine. Inoltre l’uomo non aveva documenti con sé.

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