Anis Amri ha urlato “poliziotti bastardi”, Questore: “Poteva colpire ancora”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 23 dicembre 2016 13:52 | Ultimo aggiornamento: 23 dicembre 2016 14:02
Anis Amri ha urlato "poliziotti bastardi", Questore: "Poteva colpire ancora"

Anis Amri ha urlato “poliziotti bastardi”, Questore: “Poteva colpire ancora”

MONZA – “Non risulta abbia urlato Allah Akbar ma ha urlato poliziotti bastardi“. È quanto ha detto il questore di Milano Antonio de Iesu parlando con i giornalisti dell’operazione che ha portato a uccidere Anis Amri, il killer di Berlino. Anis Amri era un soggetto “pericolosissimo che, da libero, avrebbe potuto compiere altri attentati”.

Gli uomini della Digos, coordinati da Alberto Nobili, il responsabile dell’antiterrorismo milanese, stanno intanto ricostruendo il viaggio di Amri, che dalla cittadina francese di Chambery, in Alta Savoia, è arrivato alla stazione Centrale di Milano attorno all’una di notte. Poi non si sa se a piedi o con altri mezzi ha raggiunto Sesto San Giovanni. Qui, in piazza Primo Maggio, dove si trova la fermata della metropolitana e anche una stazione dei treni delle Ferrovie dello Stato, il tunisino fermato per un controllo, ha estratto una pistola dal suo zaino, ha sparato e poi, dopo le 3.15, è stato ucciso dagli agenti della polizia.

Nello zaino aveva i biglietti del treno usati e l’arma. Inquirenti e investigatori stanno indagando per capire il motivo per cui il killer di Berlino si sia recato a Sesto san Giovanni. Una delle ipotesi al vaglio è che cercasse appoggio o avesse coperture da parte di qualche esponente della comunità islamica ben radicata nel centro alle porte di Milano.

Aveva pochissimi effetti personali, nessuno scritto, era un fantasma”, ha detto ancora il Questore di Milano, Antonio de Iesu, che ha descritto Anis Amri, precisando che la sua individuazione “è solo frutto di una straordinaria attività di controllo del territorio. Sembra assurdo che un terrorista del genere sia stato trovato casualmente nel corso di un normale controllo, ma questa è la realtà”.

Nessuno ci ha segnalato la sua presenza. È stato solo un controllo sul territorio. Può sembrare paradossale e lo è, non avevano percezione che fosse un killer. Era un magrebino come ce ne sono tantissimi nella zona di Milano, e il nostro è stato un normale controllo fatto da due giovani e bravi operatori di polizia”. “Dobbiamo capire perché un soggetto del genere fosse a Sesto San Giovanni – ha aggiunto il Questore – Ma questo è materia di indagine. Collochiamo Amri all’una alla stazione Centrale di Milano, questo è riscontrato da immagini. Che mezzo abbia preso per andare a Sesto e perché non lo sappiamo. Ma non c’è nessun collegamento con la moschea di Sesto”.