“Annamaria Franzoni? Le affiderei i miei figli”: così parlò il vicino. Ma sull’innocenza…

di Redazione Blitz
Pubblicato il 8 Febbraio 2019 13:18 | Ultimo aggiornamento: 8 Febbraio 2019 14:05
"Annamaria Franzoni? Le affiderei i miei figli": così parlò il vicino Antonio Bignami. Ma sull'innocenza...

“Annamaria Franzoni? Le affiderei i miei figli”: così parlò il vicino. Ma sull’innocenza… (foto d’archivio)

MONTECAUTO VALLESE – “Lascerei i miei figli ad Annamaria Franzoni“. Cioè a una persona che ha scontato 16 anni di carcere con l’accusa di aver ucciso il figlioletto di tre anni. A dirlo è stato il vicino di casa della Franzoni, che l’ha conosciuta da quando la mamma di Cogne è stata posta agli arresti domiciliari.

“Io posso dire che quando i nostri bambini erano piccoli lei faceva da babysitter”. Glieli affiderebbe anche oggi? “Certo”. Ne è convinto Antonio Bignami, che vive di fronte alla casa dove da poco tempo si è trasferita Annamaria Franzoni, a Monteacuto Vallese, sull’Appennino bolognese. “Per me sono una famiglia di persone assolutamente equilibrate, brave. E’ chiaro che anche nelle persone più equilibrate un colpo di follia può succedere”. Ma per lei è innocente? “Non lo so, non lo posso sapere”.

“Io non sono un investigatore. Io guardo da fuori. Può essere stata lei o può non essere stata lei. Io non lo so, non lo posso sapere, sono uno che vive qua”, dice ancora il vicino. Franzoni ha mai parlato con lei dell’omicidio? “Mai”. Però le ha detto che è innocente: “Quello lo dice a tutti, credo”.

Serrande chiuse e silenzio. Non ci sono segnali di presenza dalla nuova casa della Franzoni, immersa nel verde delle colline di Monteacuto Vallese, frazione di San Benedetto Val di Sambro, a un’ora di auto da Bologna. La donna, che è definitivamente libera dopo la condanna a 16 anni per l’omicidio del figlio Samuele, non si mostra ai tanti giornalisti arrivati per cercare di parlare con lei dopo la notizia del fine pena e anche i familiari, in paese, preferiscono il silenzio.

Staccionata bianca, giardino curato e sullo sfondo il Corno alle Scale innevato che sovrasta un brullo Appennino, tagliato da viadotti autostradali e cavalcavia ferroviari. Davanti alla villetta di due piani è arrivata anche una pattuglia dei carabinieri, che hanno identificato alcuni giornalisti.

“Lasciatela stare”, dicono in paese. “Abbiamo sempre creduto nella sua innocenza e continuiamo a crederlo”, spiega una donna, nell’unico minimarket di Monteacuto.

Annamaria Franzoni è una donna libera, che continua a proclamarsi innocente. “Vorrei trovare la maniera di far capire alla gente che non sono stata io”, ripete alle persone che le stanno vicino. Condannata nel 2008 per l’omicidio del figlioletto Samuele di tre anni, avvenuto a Cogne il 30 gennaio 2002, ha ricevuto nelle scorse settimane dal tribunale di Sorveglianza di Bologna la comunicazione che la sua pena di 16 anni è completamente espiata, non ha più obblighi restrittivi.

Era uscita dal carcere nel 2014 e da allora era in detenzione domiciliare a Ripoli Santa Cristina, isolata frazione di San Benedetto Val Di Sambro, sull’Appennino bolognese, dove vive la sua famiglia.