Annapaola Xodo, chirurgia estetica al seno, poi il calvario. Tutto per una “maledetta insicurezza”

di Maria Elena Perrero
Pubblicato il 24 ottobre 2018 10:00 | Ultimo aggiornamento: 24 ottobre 2018 11:00
Annapaola Xodo, chirurgia estetica al seno, poi il calvario. Tutto per una "maledetta insicurezza"

Annapaola Xodo, chirurgia estetica al seno, poi il calvario. Tutto per una “maledetta insicurezza” (Foto Instagram)

MILANO – A volte c’è l’anoressia, altre volte la bulimia, altre volte ancora la chirurgia estetica: sono molte le forme in cui prende corpo l‘insicurezza delle donne. Ma tutte hanno una cosa in comune: sono nocive, a volte letali. Lo sa bene Annapaola Xodo, modella di 30 anni, che per la sua “maledetta insicurezza”, così la definisce, si è ritrovata in un calvario che l’ha portata per otto anni dentro e fuori dagli ospedali. 

Tutto ha avuto inizio nel 2011, quando Annapaola, a soli 22 anni, ha deciso di sottoporsi ad un intervento di chirurgia estetica per aumentare il seno. Era giovane, bella, frequentava l’università e lavorava nella moda. Ma non le bastava: “Avevo il mondo in mano ma un amore mi ha catapultata negli abissi e non sono più riuscita a risalire”, racconta lei stessa nel suo diario su Instagram.

Come per molte giovani donne che finiscono nel girone infernale dei disturbi alimentari, Annapaola aveva pensato di superare le proprie insicurezze grazie a due pacchetti di silicone da farsi impiantare nel petto. Due pacchetti di liquido da farsi innestare per attrarre, ma che coprivano il cuore, in ogni senso. Due corpi estranei che le hanno rovinato anni. “Ero così giovane, ero così ingenua, ero così bella, ero così insicura”, scrive.

Dopo l’operazione sono iniziati i problemi di salute: gonfiori, dolori, choc anafilattici, dimagrimento. E questi problemi l’hanno portata dentro e fuori dagli ospedali per 70 volte. “Avevo intossicato il mio corpo”, spiega.

Gli esami erano perfetti, ma il dolore reale. E con un nome preciso: breast implant illness, malattia da impianti al seno. Una malattia non ufficialmente riconosciuta ma che ha colpito e colpisce ogni anno diverse donne comuni e persone del mondo dello spettacolo, come la modella australiana Karissa Pukas e la playmate Crystal Hefner.  

Proprio grazie a quest’ultima Annapaola ha scoperto di non essere sola, e che per tornare a stare bene una soluzione c’era: avrebbe dovuto farsi rimuovere le protesi. E da lì, racconta, è iniziata “la mia rinascita”. Come spiega bene in un post che dovrebbe essere il monito per tutte coloro che pensano di risolvere le proprie insicurezze modificando il proprio corpo, “non giudicatemi: sono nata per essere vera, non per essere perfetta”.