Antonia Billeci, lo sfogo della Dott.ssa di Aosta: “Non so se riusciremo ancora ad essere i vostri eroi”

di redazione Blitz
Pubblicato il 7 Ottobre 2020 11:47 | Ultimo aggiornamento: 8 Ottobre 2020 10:50
Antonia Billeci, lo sfogo della Dott.ssa di Aosta: "Non so se riusciremo ancora ad essere i vostri eroi"

Antonia Billeci, lo sfogo della Dott.ssa di Aosta: “Non so se riusciremo ancora ad essere i vostri eroi”

Il rischio Burnout degli eroi. Lo sfogo di una dottoressa in prima linea nella lotta al Covid-19.

“Io non so se riusciremo ancora ad essere i vostri eroi“. Lo scrive la Dott.ssa Antonia Billeci, nata a Lampedusa, che lavora come dirigente di Medicina d’urgenza e Accettazione all’ospedale Umberto Parini di Aosta.

In un lungo sfogo su Facebook la dottoressa lancia un appello a negazionisti del Covid o semplici intolleranti della mascherina, che rischiano di vanificare i costosissimi sforzi del personale sanitario durante i mesi della quarantena.

“Io non lo se riuscirò ancora una volta a lottare – scrive – a visitare, curare, consolare, consigliare quella folla di ammalati che ci ha travolti nei mesi scorsi”.

“Ho una paura tremenda – ammette – Vedo il conteggio dei tamponi, ogni positività mi crea un po’ di angoscia, che cresce, che monta sempre di più. E nello stesso tempo monta la rabbia per la superficialità di molti, negazionisti o semplici intolleranti alla mascherina”.

“Rabbia contro chi non ha capito ancora, nonostante l’insistente campagna, l’importanza del distanziamento sociale, dell’igiene delle mani”.

“Io non lo so se noi, Operatori Sanitari – prosegue – riusciremo nuovamente ad essere i vostri eroi. Non lo so se avremo ancora la forza giusta per affrontare una nuova ondata da infezione da Coronavirus. Nella tempesta attraversata nell’ultima primavera, abbiamo dato tutto di noi”.

Quindi la dottoressa Billeci racconta i drammatici momenti della quarantena. “Tutti i giorni della pandemia ho bofonchiato Io NON voglio più fare questo lavoro. Lo dicevo a me stessa e ai miei colleghi. All’ennesimo esame obiettivo del paziente con insufficienza respiratoria. Tutti uguali”.

“Ho pianto, bevendo tutte le mie lacrime dentro la mascherina, auscultando polmoni. Ho digrignato i denti davanti all’ennesima radiografia, fotocopia di quella del paziente precedente”.

In calce al post la dottoressa allega poi alcune foto di lei e dei colleghi stremati, dopo interminabili turni di lavoro, col volto segnato dai dispositivi di protezione individuale.

“Non lo so se ci troverete ancora qui. Medici sì. Infermieri sì. Angeli, eroi, sì. Fessi no!”, conclude amarissimo il messaggio. (Fonte: Facebook).