Antonino Fusco morto: acqua rubinetto per ossigenoterapia

di redazione Blitz
Pubblicato il 12 Dicembre 2015 11:51 | Ultimo aggiornamento: 12 Dicembre 2015 11:51
Antonino Fusco morto: acqua rubinetto per ossigenoterapia

Antonino Fusco morto: acqua rubinetto per ossigenoterapia

GENOVA – Pensionato malato e costretto a sottoporsi ogni giorno all’ossigenoterapia riceve una bombola con acqua del rubinetto al posto dell’acqua distillata e muore per un’infezione da legionella. E’ successo a Moneglia, in provincia di Genova. 

L’uomo, Antonino Fusco, 68 anni, residente nell’hinterland di Milano, si trovava in un residence della costa ligure insieme alla moglie. La Asl di Milano gli aveva assicurato che gli avrebbe fatto arrivare l’apparecchiatura per l’ossigeno direttamente lì, racconta Guido Filippi sul Secolo XIX.

Solo che la consegna del kit è stata affidata ad una ditta di traslochi e a Fusco invece dell’acqua distillata è arrivata dell’acqua del rubinetto infetta dalla legionella. Fusco è stato ricoverato d’urgenza all’ospedale Niguarda di Milano, dove è morto. Ma la moglie ha denunciato il fatto e la Procura di Genova ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo in concorso.

Nel registro degli indagati sono finiti l’amministratore delegato della società milanese che ha vinto la gara d’appalto per la distribuzione dei sistemi di ossigenazione ai pazienti della Asl; il rappresentante legale e l’amministratore delegato della ditta di traslochi di Torino che ha preso in subappalto la consegna delle bombole ed il dipendente che ha materialmente montato l’apparecchiatura.

Spiega Filippi sul Secolo XIX:

“Al centro dell’inchiesta dei Nas c’è soprattutto la ditta di traslochi torinese che ha ottenuto il subappalto, nonostante non avesse le autorizzazioni e i requisiti richiesti, ma nei guai c’è anche l’azienda milanese che si è aggiudicata la gara della Asl, ma non ha rispettato gli accordi. I carabinieri hanno sequestrato il kit e chiesto alla Asl di analizzare l’acqua del residence di Moneglia: dai test di laboratorio sono emerse tracce del batterio della legionella che, evidentemente era nell’impianto idrico.

Nella relazione che i carabinieri hanno consegnato al pm Cotugno viene evidenziato che «è stato omesso di osservare le specifiche indicazioni di montaggio e che nell’ossigenatore è stata inserita acqua del rubinetto».