Antonio Alexander Pascuzzo, morto 18enne scomparso a Buonabitacolo: coltellata al petto

di Redazione Blitz
Pubblicato il 14 aprile 2018 18:13 | Ultimo aggiornamento: 15 aprile 2018 7:29
Antonio Alexander Pascuzzo, trovato morto il ragazzo di 18 anni scomparso a Buonabitacolo

Antonio Alexander Pascuzzo, trovato morto 18enne scomparso a Buonabitacolo (foto Ansa)

SALERNO – É stato trovato morto con una conltellata al petto Antonio Alexander Pascuzzo, il ragazzo di 18 anni scomparso dal 6 aprile scorso a Buonabitacolo (Salerno).

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Il corpo senza vita del giovane é stato rinvenuto in una zona nei pressi dello stadio comunale nel primo pomeriggio di oggi. Ancore ignote le cause del decesso del giovane uscito da casa nella tarda serata di venerdì scorso. Da allora si sono perse le tracce di Antonio ricercato invano per giorni dalle forze dell’ordine e da volontari.

Antonio viveva a Buonabitacolo da qualche mese con il padre e lo zio dopo essere rientrato dal Perù dove attualmente vive la madre separata dal padre. Pascuzzo qualche tempo era finito in manette per spaccio di droga.

Secondo le prime indiscrezioni pubblicate dall’Ansa la morte risalirebbe a circa 3 giorni prima del ritrovamento del cadavere.

Sara Botte su Ottopagine fornisce i maggiori dettagli sulla vicenda:

Del giovane si erano perse le tracce il sei aprile scorso. Ore di ansia e di ricerche in questi giorni nel piccolo comune. Il giovanissimo era uscito dalla casa dello zio dicendo di andare a comprare le sigarette, poi di lui nessuna notizia. Prima di lasciare l’abitazione avrebbe ricevuto una telefonata. Il cellulare del ragazzo avrebbe squillato due volte a vuoto la sera della sparizione, da allora risultava spento.
Del caso si era occupata in questi giorni anche la trasmissione di Rai 1, la “Vita in Diretta” facendo tappa a Buonabitacolo.

Ai microfoni del programma condotto da Marco Liorni e Francesca Fialdini, il padre del giovanissimo aveva raccontato: “Quella sera stava benissimo”. Stessa cosa confermata anche da un amico che lo aveva incontrato riferendo agli inquirenti: “Era sorridente come sempre”.

A fornire alcuni indizi sul caso erano stati gli amici del 18enne, segnalando una serie di elementi, come ad esempio lo stato WhatsApp di Antonio, cambiato il giovedì precedente, prima di non collegarsi più. Due emoticon preoccupanti: una faccia triste e una bara. Il sei marzo scorso il 18enne poi aveva pubblicato uno status sulla sua pagina Facebook: “Penso che non merito più di vivere”, aveva scritto in spagnolo. In questi giorni di disperata ricerca il padre aveva cercato di sdrammatizzare.