Antonio De Marco e la macabra scaletta del duplice omicidio: “Legarli, torturarli, ucciderli e pulire tutto”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 2 Ottobre 2020 9:42 | Ultimo aggiornamento: 2 Ottobre 2020 9:45
Antonio De Marco voleva scrivere un messaggio sul muro con il sangue di Daniele De Santis e Eleonora Manta

Antonio De Marco voleva scrivere un messaggio sul muro con il sangue di Daniele De Santis e Eleonora Manta

“Legarli, torturarli, ucciderli, pulire tutto”.

Antonio De Marco si era appuntato in cinque diversi bigliettini la macabra scaletta del duplice omicidio di Daniele De Santis e Eleonora Manta.

A raccontarlo è il Corriere della Sera.

I cinque bigliettini, strappati da un bloc notes e macchiati di sangue, sono stati ritrovati poco lontano dal condominio di via Montello.

Scaletta che alla fine non è stata rispettata da Antonio De Marco perché Daniele ha avuto la forza di reagire e ha così stravolto i piani del ventunenne.

A raccontarlo è stato lo stesso De Marco:

“Sono andato a trovare Daniele ed Eleonora convinto di trovare entrambi.

Quando sono entrato in casa i due erano seduti in cucina”.

Antonio De Marco prosegue:

“Ho incontrato Daniele nel corridoio il quale si è spaventato perché avevo il passamontagna.

Dopo aver avuto una colluttazione con lui li ho uccisi. Quando ho colpito lui ha cercato di aprire la porta per scappare. Ho ucciso prima lei e poi ho colpito nuovamente Daniele.

Dopo aver lottato con loro sono andato via senza scappare perché non avevo fiato (…)”.

“Il passamontagna – continua – mi è stato sfilato da Daniele il quale poi mi ha riconosciuto. Ho sentito gridare Andrea.

Loro non hanno mai pronunciato il mio nome. Indossavo dei guanti che poi si sono strappati perdendone forse uno solo o un frammento.

Dopo aver compiuto il gesto sono tornato a casa mia sita in via Fleming”.

Cosa c’è scritto in questi cinque bigliettini

Nel primo bigliettino si legge: “Appena entrato; Legare tutti; Accendere tutti i fornelli e mettere l’acqua a bollire; Scrivere sul muro”.

Nel secondo De Marco traccia una sorta di itinerario: “Scendi dalla fermata attraversi e ri-attraversi in diagonale poco prima del bar; In via V Veneto c’è il condominio a dx; A fine strada attento di fronte; Passare velocemente sul muro alto a sx”.

Sul terzo una sorta di vademecum per non lasciare tracce: “Pulizia; Lei: Lui: Acqua bollente Acqua bollente: Candeggina; Poco prima di uscire soda”.

Quarto bigliettino: “Nastrare le dita; Prendere i guanti; Coprire testa; Cambio maglietta; Vestizione; Prendere coltello e Fasciette; Slacciare scarpe”.

Sul quinto bigliettino De Marco scrive tortura: “1 ora e mezza: 10/15 min tortura 1 ora e 15 min 30 min caccia al tesoro 30 min pulizia 15 min di controllo generale”.

Resta il mistero su cosa abbia mai voluto intendere De Marco con “caccia al tesoro”.

Durante la confessione il ventunenne ha detto di non ricordarsi di quell’appunto. (Fonte: Il Corriere della Sera).