Antonio Di Maggio capo Vigili Roma: per cose gravi chiamatemi al 67692824

di Lucio Fero
Pubblicato il 4 gennaio 2019 10:02 | Ultimo aggiornamento: 4 gennaio 2019 10:02
Antonio Di Maggio capo Vigili Roma: per cose gravi chiamatemi al 67692824

Antonio Di Maggio capo Vigili Roma: per cose gravi chiamatemi al 67692824

ROMA – Antonio Di Maggio è il Comandante dei Vigili di Roma e come tale si firma in calce ad una lettera pubblica inviata al Corriere della Sera, in particolare alla rubrica di cronaca cittadina Una città, mille domande, rubrica curata da Paolo Conti.

Il Comandante esordisce dicendosi “rammaricato” che la rubrica a suo giudizio non perda occasione per dare contro i Vigili della capitale. L’ultima che ha fatto saltare la mosca al naso del Comandante è stata la lettera alla medesima rubrica di una signora abitante e cittadina di Roma che aveva visto una scena del tutto consueta e abituale in città: quelli di un ristorante che gettano i rifiuti dove e come capita. Mica solo i ristoranti o i bar, il getto della monnezza dove capita o si può è pratica collettiva. Incentivata dal fatto che i cassonetti fanno schifo, l’Ama non raccoglie…Roma è città che incredibilmente si è assuefatta a vivere con i rifiuti in strada, assuefatta come fosse cosa normale a vivere come nessun’altra capitale d’Europa e probabilmente non solo d’Europa.

Ma torniamo alla signora testimone della dismissione libera e sciolta di monnezza in nome e sotto la bandiera dell’arrogante e universale in città “stamo a lavorà”. La signora scrive di aver cercato e avvertito i Vigli e di aver ricevuto in risposta il classico “Non ci compete”. E qui il Comandante Di Maggio quasi si inalbera, comunque non ci sta. Scrive a sua volta: la signora denunci se può. E più in generale il Comandante neanche tanto ci crede al racconto della signora. Fa capire che a suo giudizio ed esperienza la signora deve avere esagerato o frainteso, non devono averle detto non ci compete ma solo spiegato la procedura.

In effetti il racconto della signora qualche dubbio lo lascia. Primo: come ha fatto a trovarli i Vigili? Difficilissimo trovarli a Roma in strada. Chiamarli poi e farli accorrere…E se li trovi quasi impossibile distogliere la loro concentratissima ed esclusiva attenzione ad attività che li assorbono totalmente. Come in quattro ad un incrocio riempiono e compilano forse tabelle che multe non sono…dieci metri più in là è doppia doppia fila di parcheggio ma non disturbate il Vigile che compila.

Secondo: non è possibile che Vigili a Roma abbiano risposto non ci compete dopo che da mesi e mesi è stato abolito dal Corpo il non ci compete appunto. Di Maio ha abolito la povertà, i Vigili di Roma nel loro piccolo hanno abolito il non ci compete. Quelli che continuano a usarlo sia pure in divida da Vigile sono impostori, agenti provocatori, infiltrati. 

Terzo e qui è lo sbuffo di impazienza del Comandante: la vogliamo finire con questi cittadini che non capiscono “l’iter procedurale degli esposti”? Con questi abitanti di Roma che non comprendono la complessità e la fanno facile e semplice tipo uno vede un altro che butta la monnezza per terra, chiama un vigile, quello arriva, chiama il lordatore di pubblico suolo e gli fa la multa. Se…e le leggi, i regolamenti, le procedure, le attribuzioni, le competenze, dove le mettiamo?

Dopo il rimbrotto a chi la fa facile sui Vigili il Comandante però offre il petto alla cittadinanza. “Oltre al numero del centralino metto a disposizione quello della mia segreteria particolare: 06 67692824, affinchè le questioni più spinose arrivino a me”.

Chiamate me per le cose serie, il numero è 06 67692824. Chiamatemi direttamente, ecco il numero. Coraggio da Comandante. Lo prenderanno in parola? Quanti chiameranno? Dovranno staccare il telefono? Risponderanno a chi chiama? Rinforzeranno le linee? Ci sarà un dicaaa registrato alla risposta? Ti passeranno il Comandante in persona almeno qualche volta? O ci si saluterà con un “abbiamo preso nota”. Il numero c’è: 06 67692824. Che l’esperimento cominci, è stato il Comandante a dire: chiamatemi!