Arrestato Antonello Montante, paladino antimafia. Accusa: “Spiava le indagini”

di redazione Blitz
Pubblicato il 14 maggio 2018 8:42 | Ultimo aggiornamento: 14 maggio 2018 11:44
Arrestato Antonio Montante, ex presidente Sicindustria. Accusa: "Spiava le indagini"

Arrestato Antonio Montante, ex presidente Sicindustria. Accusa: “Spiava le indagini” (Foto Ansa)

ROMA – L’ex presidente di Sicindustria Antonello Montante, paladino antimafia oggi presidente della Camera di Commercio di Caltanissetta e presidente di Retimpresa Servizi di Confindustria Nazionale, [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui, Ladyblitz – Apps on Google Play], è stato arrestato dalla polizia di Caltanissetta con l’accusa di associazione a delinquere e corruzione.

Insieme a Montante sono state arrestate altre cinque persone accusate, a vario titolo, di essersi associate allo scopo di commettere più delitti contro la pubblica amministrazione e di accesso abusivo a sistema informatico, nonché di corruzione.

Tra gli arrestati, tutti ai domiciliari, ci sarebbero anche tre agenti di polizia. Secondo l’accusa avrebbero fatto parte di una rete di spionaggio al servizio di Montante. A un sesto indagato è stato notificato un provvedimento di interdizione, la sospensione per un anno dal lavoro.

Montante è stato uno degli esponenti di punta della svolta antimafia di Confindustria, ricoprendo anche la carica di responsabile nazionale per la Legalità. La Procura di Caltanissetta gli contesta di aver creato una rete illegale per spiare l’inchiesta che era scattata nei suoi confronti tre anni fa, dopo le dichiarazioni di alcuni pentiti di mafia.

Il 22 gennaio del 2016, Montante aveva ricevuto un avviso di garanzia per il reato di concorso esterno in associazione mafiosa. Nell’accusa di allora venivano ipotizzati legami d’affari e rapporti di amicizia con Vincenzo Arnone, boss di Serradifalco, figlio di Paolino Arnone, storico padrino della provincia di Caltanissetta morto suicida in carcere nel 1992. Vincenzo Arnone è stato testimone di nozze di Montante.

Secondo quanto scrive Salvo Palazzolo su La Repubblica, 

A caccia di riscontri, gli investigatori della squadra mobile nissena (…) avevano perquisito abitazioni e aziende dell’imprenditore. Era stata scoperta una stanza segreta nella villa di Serradifalco di Montante, una stanza piena di dossier su magistrati, politici ed esponenti della società civile. Ora, i magistrati ritengono che quei file siano il frutto di una massiccia attività illegale di spionaggio messa in campo dal leader di Confindustria.

Montante, dal canto suo, ha sempre sostenuto che “i pentiti che mi accusano sono mafiosi che ho contribuito a colpire duramente con le mie denunce”.

 

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