Anziani a rischio assistenza: con la crisi 8 famiglie su 10 tagliano badanti

di redazione Blitz
Pubblicato il 29 Novembre 2013 19:27 | Ultimo aggiornamento: 29 Novembre 2013 19:30
Anziani a rischio assistenza, con la crisi 8 famiglie su 10 tagliano badanti

Anziani a rischio assistenza, con la crisi 8 famiglie su 10 tagliano badanti

TORINO – Con la crisi gli italiani cominciano a tagliare anche sulla badante. Nell’ultimo anno 8 famiglie su 10 hanno dovuto rinunciarvi in tutto o in parte. Sono circa 800mila gli anziani a rischio assistenza: una famiglia su tre non ha più questa forma di aiuto o ha dovuto ridurne fortemente l’orario per risparmiare. Sono questi i numeri della prima indagine italiana su badanti e anziani, presentati al Congresso Nazionale della Società Italiana di Gerontologia e Geriatria (SIGG), a Torino dal 27 al 30 novembre.

I dati mettono in luce anche come le badanti siano una presenza apprezzata e indispensabile sebbene un anziano su tre teme che possano commettere errori nelle terapie. Una paura fondata, perché solo il 14% di loro ha avuto percorsi adeguati di formazione sanitaria e il 77% è di nazionalità straniera: il rischio di sbagli a causa di una scarsa preparazione o per una mancata comprensione delle indicazioni mediche è perciò concreto.

Lo studio, condotto su 1500 anziani over 75 su tutto il territorio nazionale, mostra che le assistenti familiari presenti nel nostro Paese sono ormai una necessità per gli anziani con problemi fisici, che hanno bisogno di assistenza per le loro patologie e per la vita quotidiana.

L’indagine mostra che il 66% degli anziani che hanno assunto una badante soffre di due o più malattie croniche: in due casi su tre non vivono neppure da soli, ma i bisogni e le difficoltà nella vita di tutti i giorni costringono a ricorrere a un aiuto costante, nella maggior parte dei casi durante l’arco delle 24 ore.

“In Italia gli anziani non autosufficienti sono più di 2,7 milioni – spiega Giuseppe Paolisso, presidente SIGG – e di questi meno di mezzo milione sono seguiti dai servizi pubblici di assistenza domiciliare con una spesa di circa 5 miliardi l’anno”.