Appalti a Ponza, gli arrestati respingono le accuse

Pubblicato il 19 Settembre 2011 19:58 | Ultimo aggiornamento: 19 Settembre 2011 19:58

ROMA, 19 SET – ''Estranei a meccanismi di assegnazione di appalti pilotati'': rigetta ogni tipo di accusa quella che gli inquirenti hanno definito 'la cricca' dell'isola dei vip. Sono stati interrogati oggi i sette arrestati nell'ambito dell'inchiesta relativa agli appalti pilotati che ha travolto sabato scorso l'isola di Ponza. Tra gli arrestati anche il sindaco Pompeo Rosario Porzio, considerato ai vertici dell'organizzazione, rinchiuso nel carcere di Regina Coeli e interrogato questa mattina per rogatoria.

Porzio, primo cittadino dell'isola da otto anni, dal carcere romano ha respinto ogni accusa, mentre l'assessore al demanio Franco Schiano, arrestato mentre si trovava sull'isola della Maddalena e rinchiuso nel carcere di Sassari, si e' avvalso della facolta' di non rispondere ma ha reso al giudice spontanee dichiarazioni nelle quali ha respinto tutte le contestazioni mosse dalla Procura di Latina. Gli altri due assessori della giunta di Ponza, Mario Pesce (rifiuti, lavori pubblici e trasporti) e Silverio Capone (servizi sociali), entrambi in carcere a Latina, hanno rigettato le accuse precisando che, in qualita' di assessori, si limitavano ad apporre le proprie firme sugli atti del Comune rimanendo estranei al meccanismo ricostruito nelle 125 pagine di ordinanza del Gip di Latina. Respingono le accuse anche i tre imprenditori coinvolti nell'inchiesta e finiti in carcere, Pietro Iozzi, Luca Mazzella e Giovanni Cerzosimo, due dei quali si trovano in carcere a Roma e uno a Frosinone. I reati contestati vanno dall'associazione a delinquere finalizzata a reati contro la pubblica amministrazione, per il sindaco e i tre assessori della giunta, all'abuso d'ufficio, falsita' e turbativa d'asta. Undici le gare d'appalto finite sotto accusa, tra il 2006 e il 2011, relative alla manutenzione delle strade dell'isola, alla realizzazione di fognature e impianti di illuminazione pubblica, alla gestione dei depuratori. I lavori sarebbero stati affidati sempre alle stesse societa', gestite da ''imprenditori amici''. Dopo l'ondata di arresti di sabato scorso, l'inchiesta, che conta altri 20 indagati, molti dei quali dipendenti dell'amministrazione comunale, si concentra ora sui conti correnti e sui movimenti finanziari degli arrestati.