Appalti Expo, Angelo Paris: “Turbai le gare per promesse di carriera”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 19 Maggio 2014 22:19 | Ultimo aggiornamento: 19 Maggio 2014 22:19
Appalti Expo, Angelo Paris: "Turbai le gare per promesse di carriera"

Angelo Paris (Foto Lapresse)

MILANO –  Inchiesta sugli appalti per l’Expo 2015 di Milano, l’ex manager Angelo Paris ha parlato per circa cinque ore con gli inquirenti e ha ammesso di aver “turbato le gare”.

Paris, arrestato lo scorso 8 maggio insieme all’ex parlamentare Dc Gianstefano Frigerio, all’ex funzionario del Pci Primo Greganti, all’ex senatore del Pdl Luigi Grillo, all’ex esponente ligure dell’Udc Sergio Cattozzo e all’imprenditore Enrico Maltauro, ha in sostanza approfondito quanto già riferito lunedì della scorsa settimana davanti al giudice per le indagini preliminari.

Già allora aveva riconosciuto le proprie responsabilità parlando di suoi “errori”, in riferimento alle notizie riservate sulle gare date alla “squadra” in cambio promesse di ‘protezione’ politica, anche nelle altre sfere, e di vantaggi di carriera. Aveva detto di essersi fatto coinvolgere nel ‘sistema’ architettato dalla presunta “cupola” di cui però aveva negato di averne mai fatto parte respingendo quindi l’accusa di associazione per delinquere.

Così anche oggi l’ex manager, riferisce l’agenzia Ansa, ha ammesso di aver “turbato le gare” contestate, tra cui quelle delle Architetture di Servizi e per la costruzione dei padiglioni stranieri in vista di Expo, ma ha voluto sottolineare di non aver mai preso mazzette e di essere caduto nella ‘rete’ della “squadra” solo per ottenere promesse di avanzamenti di carriera e per avere le ‘spalle coperte’ grazie alla protezione di quei politici i cui nomi sono stati spesi, come ricorre nelle molte intercettazioni, da Greganti e Frigerio.

Politici che lui, avrebbe affermato, non ha mai conosciuto di persona: quella a casa di Silvio Berlusconi era una cena meramente elettorale e quindi forse solo una paio di strette di mano e non di più.

Dal momento che lunedì 19 maggio non sono stati affrontati i nel dettaglio tutti gli appalti al centro dell’indagine, a breve verrà riconvocato in Procura.

Paris è, dunque, il terzo degli indagati che prima davanti al gip, poi davanti ai pm, fa ammissioni. Prima di lui Maltauro, mercoledì scorso, aveva descritto agli inquirenti, “un sistema basato sulle tangenti” al quale, per “poter lavorare mi adeguavo e pagavo”. Aveva confessato di aver ricevuto da parte della presunta “cupola” la richiesta di circa “un milione e duecento mila euro di mazzette”, di cui la metà effettivamente versate e l’altra metà promesse con lo scopo di aggiudicarsi gli appalti di Expo e Sogin.

Non diverso l’interrogatorio sempre di mercoledì scorso di Cattozzo, che martedì 20 maggio sarà di nuovo in Procura: l’ex esponente Udc aveva confermato l’ipotesi dell’accusa e quindi l’esistenza di appalti truccati e di tangenti, con promesse di carriera ai pubblici ufficiali complici. Ipotesi invece respinta da Frigerio, Grillo e Greganti.