Tangenti in Lombardia: indagini e arresti su Forza Italia e Fratelli d’Italia

di redazione Blitz
Pubblicato il 7 maggio 2019 13:20 | Ultimo aggiornamento: 7 maggio 2019 19:08
Appalti pubblici, operazione antimafia a Milano: arrestati anche i politici Fabio Altitonante e Pietro Tatarella

Appalti pubblici, operazione antimafia a Milano: arrestati anche i politici Fabio Altitonante e Pietro Tatarella (Foto Ansa)

MILANO –  L’accusa di corruzione colpisce il mondo politico lombardo, arrivando fino a consiglieri regionali e persino un deputato di Forza Italia. E dalle indagini sarebbe spuntato anche il nome di Fratelli d’Italia: secondo l’accusa qualcuno tra i suoi esponenti avrebbe preso finanziamenti illeciti.

La maxi-operazione dei carabinieri di Monza e dei finanzieri di Varese si è svolta in Lombardia e Piemonte: 43 le ordinanze di custodia cautelare, dodici delle quali in carcere, eseguite nell’ambito di una inchiesta coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia milanese su due gruppi criminali operativi tra Milano e Varese che, secondo l’accusa, sarebbero costituiti da esponenti politici, amministratori pubblici e imprenditori, accusati a vario titolo di associazione per delinquere aggravata dall’aver favorito un’associazione di tipo mafioso, corruzione e turbata libertà degli incanti, finalizzati alla spartizione e all’aggiudicazione di appalti pubblici.

Tra gli arrestati, riferisce l’agenzia Ansa, ci sono il consigliere regionale Fabio Altitonante, sottosegretario all’area Expo della Regione Lombardia, e il consigliere comunale milanese e vice-coordinatore regionale di Forza Italia Pietro Tatarella, candidato alle Europee. Arrestato anche Daniele D’Alfonso, imprenditore del settore rifiuti e bonifiche ambientali della Ecol-Service srl. Gli inquirenti hanno anche inviato una richiesta di autorizzazione alla Camera dei Deputati per l’arresto per finanziamento illecito del parlamentare di Forza Italia Diego Sozzari.

Nel complesso sono 95 le persone indagate a vario titolo per associazione per delinquere aggravata dall’aver favorito un’associazione di tipo mafioso, finalizzata a corruzione, finanziamento illecito ai partiti, turbata libertà del procedimento di scelta del contraente, false fatturazioni per operazioni inesistenti, auto riciclaggio e abuso d’ufficio.

Delle 43 persone destinatarie del provvedimento dodici sono finite in carcere, sedici ai domiciliari, tre con obbligo di dimora e dodici con obbligo di firma. Di queste solo nove sono accusate di associazione a delinquere.

Nell’inchiesta, scrive l’agenzia Ansa, ci sarebbe anche un episodio di “istigazione alla corruzione” nei confronti del presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, che è parte offesa e non risulta indagato. Secondo quanto riferisce l’Ansa il governatore non avrebbe denunciato l’episodio.

Fontana nei giorni scorsi si sarebbe anche recato al Palagiustizia milanese probabilmente per chiarire l’episodio, che, sempre secondo l’Ansa sarebbe contestato a un ex coordinatore provinciale di Forza Italia. 

Sono diversi i filoni dell’inchiesta. Uno di questi riguarda gli appalti targati Amsa, l’azienda dei rifiuti milanese, e parecchie partecipate pubbliche. Un altro, aggiunge l’Ansa, il filone varesino che ha come personaggio principale l’ex coordinatore provinciale di Varese Gioacchino Caianiello (anche lui tra i destinatari del provvedimento del gip) riguarda il Piano di governo del territorio e le sue varianti.

Ma per inquirenti e investigatori, scrive l’Ansa, il personaggio principale dell’inchiesta sarebbe l’imprenditore Daniele D’Alfonso con la sua Ecol-Service. L’accusa sostiene che sarebbe stato lui, attraverso fittizie consulenze e altre utilità, ad aver ‘ricompensato’ Tatarella con cui, secondo quanto emergerebbe dalle intercettazioni, si sarebbe incontrato da Berti, ristorante milanese non molto lontano dagli uffici della Regione, e che ora nel linguaggio degli indagati è diventato “la mensa dei poveri”, definizione che ha dato il nome all’indagine della Dda. 

Duecentocinquanta i militari, tra carabinieri e finanzieri, impegnati dalle prime luce dell’alba nell’esecuzione misure cautelari nelle province di Milano, Varese, Monza e Brianza, Pavia, Novara, Alessandria, Torino e Asti. (Fonte: Ansa)