Thyssen, Galli, dg Confindustria: Applaudire sbagliato, ma sentenza non giusta

Pubblicato il 11 Maggio 2011 10:20 | Ultimo aggiornamento: 12 Maggio 2011 23:03

ROMA – A due giorni da quell’applauso al proprietario della ThyssenKrupp, Confindustria si scusa. ”L’applauso all’amministratore delegato di Thyssen è stato sbagliato, inopportuno, e colgo l’occasione per chiedere scusa a nome di Confindustria ai familiari delle vittime e all’opinione pubblica che si e’ sentita colpita e offesa”, ha detto il direttore generale di Confindustria, Giampaolo Galli intervenendo alla trasmissione ”Cofeee Break” su La7.

”Ma quell’applauso – ha aggiunto – va capito perché è spontaneo in una platea di imprenditori. Perché c’è stato? Perché le imprese si trovano preoccupate per l’estrema incertezza del diritto in Italia”.

Galli ha ricordato che durante l’assise di Bergamo, che si è tenuta a porte chiuse, ci sono stati due applausi, tra i quali uno ”molto intenso alla presidente Marcegaglia quando ha detto con grande forza che ogni incidente sul lavoro è una sconfitta per l’impresa. Questo è un punto molto chiaro per noi”.

”Noi siamo i primi ad essere seriamente impegnati affinché non ci siano incidenti – ha detto successivamente Galli – Noi abbiamo un impegno fortissimo sulla sicurezza sul lavoro. Un manager cerca di fare squadra con i propri dipendenti. Se non lavori insieme con gli operai non vai da nessuna parte. E un incidente sul lavoro può anche distruggere anni di lavoro fatto per creare una squadra”.

Dopo aver spiegato che l’applauso all’ad della Thyssen è stato sbagliato e inopportuno Galli ha spiegato quelle che potevano essere le ragioni dell’applauso, legandole dell’incertezza del diritto. ”Le regole – ha detto – vanno applicate in modo uguale per tutti, in modo equo e giusto”. ”Le sentenze si rispettano”, ha aggiunto ma ”ha detto lo stesso Guariniello che la sentenza era storica, un unicum, che accadeva per la prima volta al mondo”.

”Personalmente – ha poi detto Galli – credo che le sentenze non debbano essere esemplari, ma giuste”. Il nodo – secondo il direttore di Confindustria – è quello di ”una giustizia che in alcuni casi è più severa che in altri paesi europei e in altri casi non fa nulla. Inoltre abbiamo un’amministrazione che in questo caso sembrerebbe non funzionare. La stessa procura ha avviato un fascicolo contro la asl che aveva fatto controllo e non aveva trovato nulla di irregolare. Forse questa cosa in Germania non sarebbe successa. Sarebbe arrivato l’ispettore”. Sui controlli, Galli ha poi spiegato che le imprese sono piu’ facili da monitorare: ”la finanza viene a controllare da me e non nel sommerso perché magari c’é chi è sconosciuto al fisco e all’Inps e quindi il lavoro è molto più complicato”.

Galli ha ricordato che durante l’assise di Bergamo, che si è tenuta a porte chiuse, ci sono stati due applausi, tra i quali uno ”molto intenso alla presidente Marcegaglia quando ha detto con grande forza che ogni incidente sul lavoro è una sconfitta per l’impresa. Questo è un punto molto chiaro per noi”.

”Noi siamo i primi ad essere seriamente impegnati affinché non ci siano incidenti – ha detto successivamente Galli – Noi abbiamo un impegno fortissimo sulla sicurezza sul lavoro. Un manager cerca di fare squadra con i propri dipendenti. Se non lavori insieme con gli operai non vai da nessuna parte. E un incidente sul lavoro può anche distruggere anni di lavoro fatto per creare una squadra”.

Dopo aver spiegato che l’applauso all’ad della Thyssen è stato sbagliato e inopportuno Galli ha spiegato quelle che potevano essere le ragioni dell’applauso, legandole dell’incertezza del diritto.

”Le regole – ha detto – vanno applicate in modo uguale per tutti, in modo equo e giusto”. ”Le sentenze si rispettano”, ha aggiunto ma ”ha detto lo stesso Guariniello che la sentenza era storica, un unicum, che accadeva per la prima volta al mondo”.

”Personalmente – ha poi detto Galli – credo che le sentenze non debbano essere esemplari, ma giuste”. Il nodo – secondo il direttore di Confindustria – è quello di ”una giustizia che in alcuni casi è più severa che in altri paesi europei e in altri casi non fa nulla. Inoltre abbiamo un’amministrazione che in questo caso sembrerebbe non funzionare. La stessa procura ha avviato un fascicolo contro la asl che aveva fatto controllo e non aveva trovato nulla di irregolare. Forse questa cosa in Germania non sarebbe successa. Sarebbe arrivato l’ispettore”.

Sui controlli, Galli ha poi spiegato che le imprese sono più facili da monitorare: ”la finanza viene a controllare da me e non nel commercio perché magari c’è chi è sconosciuto al fisco e all’Inps e quindi il lavoro è molto più complicato”.