Arcangelo Ricciardi, scacchista baro: Tutto falso, solo yoga

di Redazione Blitz
Pubblicato il 8 Settembre 2015 10:38 | Ultimo aggiornamento: 8 Settembre 2015 10:38
Arcangelo Ricciardi, scacchista baro: Tutto falso, solo yoga

Arcangelo Ricciardi, scacchista baro: Tutto falso, solo yoga

IMPERIA – Gli hanno trovato addosso una microcamera e una serie di fili nascosti sotto la camicia. Per questo lo hanno cacciato da un torneo di scacchi in corso a Imperia. Torneo che lui, Arcangelo Ricciardi, sconosciuto scacchista italiano, stava dominando dopo aver vinto otto partite. Cacciato con infamia perché baro: secondo gli arbitri con quella telecamera riceveva le mosse da fare da un complice esterno. Mosse che poi decifrava con il codice morse.  Ma Arcangelo Ricciardi nega tutto. Nega nonostante le apparecchiature trovate addosso, nonostante la videocamera. Dice, intervistato dalla Stampa, che è tutto merito dello… yoga.

Intervistato da Paola Italiano Ricciardi si definisce uno scacchista di talento che per motivi personali non era ancora riuscito a esprimersi ai suoi livelli. Poi rincara la dose:

«Io ho sempre saputo delle mie potenzialità. Gioco a scacchi da più di 30 anni, sono praticamente nato con gli scacchi, mio padre mi ha insegnato le prime mosse, io ho coltivato la passione, ho studiato le mosse di Bobby Fisher e ho divorato un sacco di libri. Solo che finora ero condizionato dalle emozioni che non mi permettevano di esprimermi al meglio. Nell’ultimo mese e mezzo ho vissuto un periodo positivo, un picco della mia vita, sono riuscito a liberare la mia mente da tensioni ed emozioni, grazie anche allo Yoga e al training autogeno. E sono riuscito ad andare oltre la verità scacchistica. Riesco ad aprire la mente ed entrare nei meandri più segreti degli scacchi».

Ma perché non si fermava alla fine delle partite per analizzarle, come si fa usualmente?

«Qualcuno degli avversari era straniero, non avrei saputo comunicare. Altri non hanno voluto. Magari mi facevano i complimenti, ma non chiedevano. E poi non posso condividere con tutti le cose che sono arrivato a capire».

Dicono che fosse molte strano anche il fatto che non si alzasse mai, è vero?

«Non è vero, mi alzavo. Magari poco, per restare concentrato, ma mi alzavo qualche volta».

Scusi, ma un talento, tanto più se ai limiti del fenomenale, è sempre salutato con entusiasmo nelle federazioni sportive: perché avrebbero dovuto affermare che barava, se non era vero?

«Per invidia penso, gelosia, incredulità. Ma se non ci credono è un problema loro, non mio».

Ora rischia una pesante squalifica, cosa farà?

«Intanto, intendo denunciare il trattamento che ho subito. E poi, in caso di squalifica, farò certamente ricorso».