Arezzo, durante l’open day virtuale dell’asilo Rita Levi Montalcini di Lucignano Marciano compaiono… video a luci rosse

di Redazione Blitz
Pubblicato il 13 Gennaio 2021 11:42 | Ultimo aggiornamento: 13 Gennaio 2021 11:42
Scuole in Campania, il Tar boccia De Luca: da domani in presenza la quarta e quinta elementare

Scuole in Campania, il Tar boccia De Luca: da domani in presenza la quarta e quinta elementare (foto Ansa)

Durate l’open day in diretta su Google Meet di un asilo in provincia di Arezzo alcuni utenti, ignoti, hanno condiviso dei video pornografici.

È accaduto sabato mattina durante l’open day dell’istituto Rita Levi Montalcini di Lucignano Marciano.

Le riunioni sono state immediatamente interrotte dallo staff.

Il preside dell’istituto, Nicoletta Bellugi, ha presentato denuncia alla Polizia Postale.

“Un atto grave nei confronti del nostro istituto e delle persone che erano connesse – le parole del preside – riteniamo che quanto accaduto non possa configurarsi come una bravata, ma come un’azione criminale della quale sarà chiamato a rispondere di fronte alla giustizia, per questo ho presentato denuncia alla polizia postale”.

Ora gli autori rischiano accuse pesanti, dalla diffusione di materiale pornografico all’interruzione di pubblico servizio.

Arezzo, durante l’open day virtuale dell’asilo compaiono… video a luci rosse. Ecco cosa è successo

Racconta La Nazione:

“Ed ecco quindi che sabato mattina ha inizio il primo dei tre meeting in scaletta, ma ad un certo punto, al posto della webcam con il volto dell’utente, si notano scene inequivocabili. Il responsabile del webinar fa in tempo a capire che si tratta di utenti di disturbo e chiude il collegamento, l’anomalia si ripresenta anche nei successivi due incontri, tuttavia le scene hardcore si fanno notare lasciando basiti gli utenti collegati.

A rimanere di stucco sono state in larga parte alcune mamme, ma in qualche caso i genitori tenevano in braccio i figli davanti alla webcam in modo da mostrare loro il volto delle future maestre e i luoghi che li avrebbero accolti a partire da settembre.

Invece a comparire sugli schermi sono state scene a luci rosse, contenuti che hanno prodotto disturbo ai piccoli che in quel momento erano in visione, un altro degli aspetti che potrà comportare un aggravamento delle accuse nei confronti degli autori dell’intrusione”. (Fonte: La Nazione)