Traghetto con aria condizionata guasta: passeggeri accalcati sul ponte senza mascherina

di Redazione Blitz
Pubblicato il 21 Agosto 2020 15:47 | Ultimo aggiornamento: 21 Agosto 2020 15:48
Traghetto Gnv, foto ansa

Traghetto con aria condizionata rotta: passeggeri accalcati sul ponte senza mascherina. Nella foto Ansa d’archivio un traghetto della compagnia Gnv

Aria condizionata guasta nel traghetto che dalla Tunisia è diretto a Civitavecchia passando per Palermo. Passeggeri dormono sul ponte, nessun distanziamento a bordo.

Aria condizionata guasta a bordo della nave che dalla Tunisia è diretta a Civitavecchia e poi Genova passando per Palermo. 

In Sicilia i passeggeri salgono a bordo e si trovano una scena incredibile davanti ai loro occhi: i passeggeri imbarcati a Tunisi, per via del caldo, si sono riversati in massa a dormire sul ponte. 

Scatta la protesta con i passeggeri che vanno in massa a protstare alla reception del Ponte 6. “Non possiamo partire così, non siamo animali” urlano a gran voce.

Mascherine abbassate e calca. La gente protesta e interviene anche la Finanza chiamata dai passeggeri che minacciano la compagnia: “Se mi ammalo di Covid-19 vi denuncio”.

L’imbarcazione che doveva partire alle 18 ha mollato gli ormeggi solo 4 ore dopo. 

La compagnia, nel frattempo, ha detto di aver riparato l’aria condizionata. Ma è stato davvero così? A giudicare dai passeggeri sembra proprio di no.

La nave partita dunque con 4 ore di ritardo ha nel frattempo permesso a circa 53 persone  di poter tornare a terra molti a bordo della propria auto, riferisce la Capitaneria.

“L’aria condizionata non è mai stata riparata”

Paola, una passeggera, al Corriere della Sera ha raccontato: “L’aria condizionata non è mai stata riparata, io alloggiavo nelle cabine con accesso consentito agli animali ed è stato indecente ed incredibile”.

“Il caldo era terribile e moltissime persone nonostante avessero poltrone e cabine hanno preferito dormire sul ponte pur di avere aria, non solo nei corridoi e nelle sale comuni, ma ovunque fosse possibile”.

“La preoccupazione più grande è stato l’assembramento. Nessun tipo di controllo da parte del personale per il rispetto del distanziamento sociale. Io sono rimasta esclusivamente perché avevo pagato quasi 500 euro per evitare la traversata in auto sino a Parma”.

 “Erogatori di gel per le mani vuoti. Molti a bordo senza mascherina”

Miriam, un’altra passeggera, racconta di essere ancora infuriata dopo giorni: “Oltre alla voce al microfono che consigliava di tenere la mascherina all’interno dei luoghi comuni non hanno fatto niente”.

“Ho visto diverse persone che sono andate al bar o al self-service completamente sprovviste di mascherine. Tutti gli erogatori di disinfettante per le mani erano vuoti”.

E una volta giù a Civitavecchia, in tanti hanno annunciato di voler chiedere un rimborso (fonte: Corriere della Sera).