Arianna Fratini, dalla Folgore alla Polizia: “Paracadutisti erano la mia famiglia”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 2 maggio 2018 11:29 | Ultimo aggiornamento: 2 maggio 2018 11:29
Arianna Fratini, dalla Folgore alla Polizia: "Paracadutisti erano la mia famiglia"

Arianna Fratini, dalla Folgore alla Polizia: “Paracadutisti erano la mia famiglia”

ROMA – “Sono un semplice ragazza di 29 anni, che ama dividersi tra gli amici, i parenti e un fantastico pastore tedesco di nome Gomez”, racconta Arianna Fratini, ragazza ternana oggi in servizio presso il Commissariato Colombo di Roma, e che prima di indossare l’uniforme della Polizia di Stato ha calato in testa il basco amaranto, ottenuto dopo aver superato le fasi del durissimo addestramento della Brigata Folgore.

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Intervistata dal Corriere dell’Umbria dice:

Arianna, da quanto tempo è in Polizia? “Circa 7 anni, da 5 in forza alla Questura di Roma presso il Commissariato di P.S. “Cristoforo Colombo”.

Un percorso, però, iniziato altrove… “Sì, nell’Esercito Italiano Forza Armata in cui sono entrata quale Volontario in Ferma Prefissata di 1 anno nel 2008 per poi vincere, l’anno dopo, il concorso per la ferma di 4 anni. Affascinata dalla “Folgore”, dalla sua storia e dal suo importante contributo dato con missioni in Italia e all’estero ho deciso di diventare paracadutista”.

Molte donne al corso di addestramento? “Allora (2010) i paracadutisti brevettati furono circa 300, tutti uomini e una decina di donne, ma l’essere in minoranza non mi ha mai preoccupata: se fai parte della Brigata Folgore non esiste uomo o donna, sei un parà”.

Quanto tempo è rimasta con i paracadutisti? “Nel 2010 ho superato il corso A.I.C. (addestramento individuale al combattimento) e il corso palestra conseguendo il brevetto di paracadutista militare. Assegnata al 187° Reggimento Folgore a Livorno, nel 2011 il mio reparto è andato in Afghanistan missione alla quale purtroppo non ho partecipato causa un infortunio in aviolancio. Inseguito, nonostante nella Brigata avessi trovato una famiglia, sentivo la necessità di fare qualcosa in più, qualcosa di diverso che combaciasse perfettamente con quello che più si addice alla mia indole, al mio carattere e alle mie inclinazioni. Decisi, dunque, di partecipare al concorso da Agente della Polizia di Stato nell’anno 2011, che ho vinto”.

 

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