Ariano Irpino, rivolta in carcere: agente sequestrato e picchiato. Liberato dopo un’ora

di redazione Blitz
Pubblicato il 13 giugno 2018 18:45 | Ultimo aggiornamento: 13 giugno 2018 18:45
Ariano Irpino, rivolta in carcere: agente sequestrato e picchiato. Liberato dopo un'ora

Ariano Irpino, rivolta in carcere: agente sequestrato e picchiato. Liberato dopo un’ora

AVELLINO – Hanno fatto irruzione nell’infermeria del carcere e hanno preso in ostaggio un poliziotto penitenziario. Il terrore è durato per circa un’ora, dalle 14 alle 15 di mercoledì 13 giugno. [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] Tra lanci di oggetti e minacce i detenuti ribelli hanno costretto un agente a rifugiarsi all’interno di un gabbiotto per evitare il peggio. Diverse unità di polizia penitenziaria, provenienti da carceri limitrofe, sarebbero state dirottate sull’istituto per sedare la sommossa.

Secondo quanto riferiscono fonti dei sindacati di polizia penitenziaria, la protesta ha interessato l’intero nuovo padiglione del carcere, che ospita circa 150 detenuti. Le suppellettili dell’area sono state distrutte. Inoltre, sempre secondo le stesse fonti, tre uomini della penitenziaria e un infermiere sono stati bloccati dai detenuti: due agenti e l’infermiere sono poi stati liberati, mentre un altro è stato tenuto in ostaggio.

Secondo la ricostruzione del Sappe, il Sindacato autonomo degli agenti penitenziari, la rivolta è stata opera di alcuni detenuti in custodia libera, di origine napoletana che, dopo essersi fatti aprire la porta dell’infermeria hanno spinto all’interno l’agente in servizio ed un ispettore che sono stati aggrediti e picchiati con calci e pugni. Richiamati in servizio tutti gli agenti disponibili che insieme con carabinieri e polizia di Stato hanno presidiato la casa circondariale.

I vertici del Sappe, con il segretario nazionale Donato Capece e il segretario regionale, Emilio Fattorello, denunciano “l’ingovernabilità del carcere di Ariano Irpino” e chiedono la rimozione dei vertici. Nelle scorse settimane, durante l’annuale festa del Corpo degli agenti penitenziari, il Sappe aveva dato vita ad una manifestazione all’esterno del carcere.

“Quello che sta accadendo nel carcere di Ariano Irpino dimostra che le nostre proteste hanno sostanza. Proprio per focalizzare l’attenzione dell’opinione pubblica sulle gravi difficoltà in cui versa il nostro corpo ieri abbiamo manifestato a Napoli, davanti alla sede del provveditorato regionale dell’amministrazione penitenziaria. Chiediamo un incontro urgente al ministro della Giustizia”. Così, in un comunicato, le segreterie regionali di tutte le sigle sindacali della Polizia Penitenziaria (Osapp, Uilpa, Sinappe, FNS Cisl, Uspp e Cgil Funzione Pubblica), commentano i disordini “Ancora una volta sono i nostri agenti a pagare – conclude la nota – la mancanza di organico, l’inadeguatezza delle strutture di detenzione e altre gravi carenze a cui finora non si è posto rimedio”.

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