Arresti No Tav, obbligo di dimora per il figlio del brigatista Claudio Latino

Pubblicato il 26 Gennaio 2012 13:55 | Ultimo aggiornamento: 26 Gennaio 2012 15:22

MILANO – C'e' anche Stefano Latino, 18 anni, figlio di Claudio Latino, condannato per terrorismo nell'inchiesta sulle nuove Br, tra le persone coinvolte a Milano nell'inchiesta sugli scontri avvenuti il 27 giugno e il 3 luglio scorso in Val Susa. Il giovane, militante dell'area antagonista del capoluogo lombardo, e' stato sottoposto alla misura dell'obbligo di dimora. A Milano sono cinque in tutto i destinatari delle ordinanze di custodia cautelare in carcere, accusati di violenza e resistenza a pubblico ufficiale, lesioni aggravate e danneggiamento. Tre sono state eseguite dalla Digos, mentre due persone sono ancora irreperibili.

Oltre all'ex brigatista Maurizio Ferrari sono stati arrestati Lorenzo Minani, 28 anni, e Niccolo' Garufi, 34 anni, che facevano parte del Collettivo di Scienze politiche, della 'Panetteria occupata' di Milano e, l'ultimo dei due, del collettivo 'I Corsari'.

E' stato notificato l'obbligo di dimora invece a Stefano Latino, a Clara Sistilli (21 anni) e a Mirko Lavezzoli (26 anni), protagonista nei mesi scorsi della protesta sul tetto contro lo sgombero dell'ex 'Bottiglieria occupata' in via Savona a Milano.

Maurizio Ferrari al momento dell'arresto si trovava all'interno della 'Panetteria occupata', mentre gli altri vivevano in edifici occupati del capoluogo lombardo.

Eseguite anche quattro perquisizioni in abitazioni e case occupate, che hanno portato al sequestro di un manganello e di un basco della polizia, probabilmente un 'cimelio' degli scontri, volantini e abiti utilizzati durante le manifestazioni contro la Tav.