Arsenico nell’acqua: è Velletri il primo Comune a chiudere i rubinetti

Pubblicato il 26 Novembre 2010 14:43 | Ultimo aggiornamento: 26 Novembre 2010 15:12

Il primo Comune a chiudere i rubinetti è Velletri, in provincia di Roma: niente acqua nelle case dei circa 50mila abitanti della cittadina. E’ il primo effetto della decisione dell’Unione europea: l’acqua in 128 Comuni italiani supera il limite di 20 microgrammi per litro di arsenico. Oltre questa soglia l’acqua non è ritenuta potabile, ma sarebbe appunto dannosa per la salute. Il consumo di arsenico, una sostanza velenosa, aumenterebbe infatti la possibilità di contrarre malattie mortali come il tumore.

L’Italia aveva chiesto una deroga al limite di 10 microgrammi fissato dalla Ue, chiedendo che fosse innalzato a 50. Ma niente da fare, la Ue ha detto no, se ne può tollerare una concentrazione massima di 20 milligrammi: e ora gli abitanti di Velletri sono i primi in Italia a pagarne le conseguenze.

Il sindaco di Velletri Fausto Servadio ieri ha ricevuto notizie scoraggianti dalla Asl: “Due rilievi indicano addirittura il superamento di 50 microgrammi/litro previsto dalla deroga e nella maggior parte c’è una quantità di arsenico superiore ai 20″. ”A seguito della decisione dell’Ue e delle indicazioni della Regione Lazio – prosegue Servadio – emetterò un’ordinanza comunale per distribuire alla cittadinanza solo acqua in cui le quantità di arsenico siano inferiori ai 20 mcg/l, mentre per i bambini da 0 a 3 anni ho chiesto all’Acea di inserire nel territorio comunale distributori di acqua al di sotto di questo limite”.

La governatrice del Lazio, Renata Polverini, ha chiesto alla Protezione Civile di attivarsi e di portare autobotti con acqua potabile. A Velletri ma presto l’iniziativa potrebbe essere estesa ad altri comuni, perché tra i 128 a rischio, ben 90 sono nel Lazio.

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