Asilo di Pinerolo, una maestra si difende dalle accuse: “Denunceremo chi ci minaccia”

Pubblicato il 15 Novembre 2010 10:45 | Ultimo aggiornamento: 15 Novembre 2010 10:47

Per alcuni sono mostri, per altro serie professioniste: il paese di Pinerolo, in provincia di Torino, sembra spaccato sulle maestre dell’asilo “Il paese delle meraviglie”, accusate da alcuni genitori di maltrattamenti e difese da ogni accusa dal altri.

Perché accuse così terribili? Una delle fondatrici dell’asilo, Francesca Pamfili, spiega le sue ragioni al cronista di Repubblica Meo Ponte: “Non so. Ancora poche settimane fa alla nostra scuola il comune affidava i bimbi che per molti motivi erano considerati “difficili” e che non riuscivano a trovare posto nelle altre scuole. Eravamo additate come esempio di efficienza e non come mostri. Quando tre anni fa ho deciso di aprire il “Paese delle meraviglie” con Elisa e Stefania ci siamo impegnate per creare una struttura dove i bimbi fossero a loro agio. Abbiamo sistemato telecamere in ogni locale affinché i piccoli fossero sempre sotto sorveglianza, organizzato corsi settimanali di nuoto in piscina, lezioni con rudimenti di inglese. Una volta alla settimana avevamo la visita di una psicologa e l’assistenza di una pediatra. I bimbi ci parevano tutti contenti…”.

“Quella di chiudere i bimbi nel caminetto è l’accusa più sorprendente. Sono almeno trent’anni che la grata di quel caminetto non si può sollevare. Ho la sensazione che la città ci abbia già condannato. Io non accuso nessuno, non so che cosa si nasconda dietro alle denunce che sono state fatte, so di avere la coscienza pulita”.

Francesca Panfili parla anche con Alessandra Mangiarotti del Corriere della Sera: “I controlli sanitari, sempre superati bene. Le visite settimanali della psicologa e del pediatra: mai un dubbio su possibili maltrattamenti. Il Comune ci affidava i casi più difficili”. Ecco però la lite di febbraio, quella che ha dato il via alle indagini: “Una donna in stato confusionale e incinta (probabilmente di un cuscino) s’è messa a urlare davanti all’asilo “qui maltrattano i bambini”. Ho chiamato i carabinieri che hanno ispezionato tutto e ho presentato denuncia”.

Ed ecco anche quella brutta storia di giugno, quando una bimba è stata morsicata da una compagna con handicap: “Sono bastati due secondi, le piccole dormivano vicine”. Dieci morsi in tutto e un referto che parla di escoriazioni: “Lesioni superficiali, guaribili in tre giorni. Sono stata io a dire ai genitori di portare la figlia dal pediatra. Tutto bene per tre mesi, poi hanno presentato una denuncia per lesioni. Che s’è tradotta in denuncia al tutore, cioè noi, per scarsa vigilanza”.

E le altre accuse: i bimbi venivano lasciati soli. “C’era sempre una sorvegliante e telecamere in ogni stanza”. Erano costretti a mangiare il loro vomito: “Forse la pappa rigurgitata sulla bocca, come succede con tutti i bimbi”. Venivano picchiati sulla nuca: “Forse accarezzati con energia, botte mai”. Una bimba ha detto che Franci picchiava i bimbi che non volevano fare la nanna: “I bimbi mi chiamano Chicca o mamma, Franci è una delle dipendenti che ha testimoniato contro di me”.

Ma ci sono anche i filmati: i bambini venivano lasciati soli sotto il lavandino. “Quei video, che sembrano girati dalla mano di un regista, non dicono nulla, lo sostiene anche il procuratore. Qualcuno, direi molti dovranno rispondere di cose dette per leggerezza o per far male. Chi ha lasciato minacce e insulti verrà denunciato”.

“Io, anche se sotto la vigilanza dei servizi sociali o delle telecamere, voglio tornare al più presto dai miei bambini”, conclude la maestra che aspetta che il Tribunale decida di dissequestrare la struttura.