Asilo San Romano, “schiaffi a disabili”. La maestra: “Diseducativo ma funziona”

Pubblicato il 15 maggio 2013 18:43 | Ultimo aggiornamento: 15 maggio 2013 21:03
Asilo San Romano, "schiaffi a disabili". La maestra: "Diseducativo ma funziona"

Asilo San Romano, “schiaffi a disabili”. La maestra: “Diseducativo ma funziona”

ROMA – Schiaffi, minacce, insulti e umiliazioni contro bimbi di appena tre o quattro anni, più spesso ai disabili. E’ quanto avveniva all’asilo San Romano di Roma, in zona Portonaccio. “Un clima di terrore”, secondo la Procura di Roma, che la mattina del 15 maggio ha disposto l‘arresto per la maestra, Franca Mattei e la direttrice della scuola, Maria Rosaria Citti, da anni sua complice e coperturaIl ghigno di sarcasmo sulla bocca della maestra Franca, mentre gli agenti la portavano via in manette, è l’ultima immagine agghiacciante di una vicenda che si fa fatica a raccontare.

Le donne sono state incastrate dalle telecamere installate in aula dagli inquirenti, dopo che alcuni testimoni avevano denunciato i maltrattamenti. Ma intanto continuano ad emergere sempre nuovi particolari dai racconti dei testimoni. Il gip Elvira Tamburelli, la stessa che anni fa si è occupata degli “orchi” di Rignano Flaminio (poi assolti), dopo aver firmato il fermo per le due donne cerca di far luce sul nuovo caso.

Secondo il pm Eugenio Albamonte, titolare dell’inchiesta, la Mattei avrebbe contato proprio sulla copertura da parte della direttrice per persistere negli abusi. Abusi che non erano un mistero per gli altri insegnanti e il personale scolastico. Più volte la maestra Franca era stata ripresa e denunciata alla direttrice, l’altra donna arrestata, che avrebbe dovuto vigilare e controllare, e invece metteva puntualmente a tacere le lamentele, anche con minacce e ritorsioni nei confronti di chi accusava la maestra.

A una bidella che osò farle notare i metodi poco ortodossi la maestra Franca avrebbe replicato: “È antieducativo, però per me funziona”. Per questo una volta avrebbe dato “uno sgrullone” a un piccolo alunno. “Un giorno – ha raccontato la bidella al pm – uno dei bambini (affetto da problemi psico-fisici) doveva fare la pipì. La Mattei lo mette seduto sulla tazza, poi comunque lui è un bambino, non è che se tu gli dici stai buono lui sta buono? Lei ad un certo punto gli da un ‘pizzone’ in faccia. Poi si vede che lei si è resa conto che comunque c’ero io, si è girata e mi ha detto: ‘Oddio, mi sono sbagliata, gli volevo dare una carezza’, e io le ho detto: ‘Ma tra schiaffo e una carezza c’è una differenza”.

Le violenze e le minacce riprese dalle telecamere sono molte. Dai bimbi minacciati di dover pulire la propria pipì con la faccia, ai piccoli disabili che venivano insultati: “Scemo”, “Zozzo”, “Bastardo”. In alcuni casi la Mattei incitava i più grandi alla violenza contro i più piccini: veri e propri kapò di cui si serviva per punire i loro compagni. “Vai e schiaffeggialo”, gli ordinava e loro ubbidivano emulando i comportamenti dell’insegnante.

Ora il ministero dell’Istruzione ha disposto un’ispezione alla scuola. Il Ministro Maria Chiara Carrozza segue con attenzione gli sviluppi della vicenda.