Aspiranti jihadisti dall’Italia alla Siria: caccia ai reclutatori

di Redazione Blitz
Pubblicato il 6 settembre 2014 6:45 | Ultimo aggiornamento: 6 settembre 2014 1:30
Aspiranti jihadisti dall'Italia alla Siria: caccia ai reclutatori

Aspiranti jihadisti dall’Italia alla Siria: caccia ai reclutatori

ROMA – La caccia ai reclutatori jihadisti in Italia, dopo gli arresti in Veneto, è ufficialmente aperta. Il ministro dell’Interno Angelino Alfano ha parlato di “stato di allerta alto in Italia e in Europa”, mentre uno degli integralisti, che era diretto in Siria, sarebbe pronto a parlare dei “canali di transito” degli aspiranti jihadisti dall’Italia al medio oriente.

Sara Menafra su Il Messaggero parla di almeno due casi al vaglio degli inquirenti:

“Il primo è localizzato a Genova, dove in seguito alla partenza dal capoluogo ligure del 23enne Giuliano Ibahim Delnevo, diretto in Siria, è ancora aperto un fascicolo di indagine per 270 quinques, l’ipotesi del Codice penale a cui corrisponde il reclutamento di ”terroristi” disposti a combattere all’estero.

Sul registro degli indagati, oltre a quello del giovane jihadista italiano che sarebbe morto nel giugno 2013, ci sono altri tre nomi. Uno del suo più cari amici, convertito anche lui, Andrea Umar Lazzaro, che si sarebbe allontanato da Delnevo proprio perché non condivideva l’opzione della guerra santa. Gli altri due indagati, invece, entrambi di nazionalità marocchina hanno fatto perdere le loro tracce già qualche mese fa. E l’ipotesi della procura ligure è che siano arrivati anche loro in Siria, seguendo lo stesso canale di reclutamento utilizzato dal 23enne”.

Anche la procura di Bologna indaga sui reclutatori, in particolare sul caso dei maghrebini divenuti combattenti jihadisti in Bosnia negli anni ’90:

“A guidare il gruppo era Khalil Jarraya, il «colonnello», condannato per associazione terroristica internazionale nel 2012 assieme ad altre cinque persone. Due di loro potrebbero essersi spostate verso la Siria negli ultimi mesi per combattere una nuova guerra santa”.

In particolare l’inchiesta condotta a Genova è importante per cercare di ricostruire i canali di reclutamento che dall’Italia portano alla Siria:

“Per questo motivo, potrebbe essere importante l’interrogatorio, previsto per le prossime settimane, di Andrea Umar Lazzaro, l’amico intimo di Giuliano Delnevo, più grande di lui e con un passato tra le fila di Forza Nuova. Andrea Umar Lazzaro non avrebbe appoggiato la scelta dell’amico e pur conservando una posizione fortemente ortodossa, non solo non seguì Delnevo ma disse a conoscenti comuni di condividere la scelta di chi partiva. La sua posizione potrebbe essere archiviata, ma nel frattempo il giovane ha dichiarato di essere disponibile a raccontare quello che sa di quella partenza”.

Parole che potrebbero essere importanti, quelle di Lazzaro,

“visto che negli ultimi anni lui stesso ha frequentato anche il Veneto, la regione su cui si concentra l’inchiesta più recente aperta sui foreign fighters, quella che ha preso di mira i gruppi estremisti concentrati tra Belluno, Treviso e Pordenone”.

 

Intanto Alfano ha parlato di “stato di allerta”:

“«Abbiamo a che fare con un’organizzazione che ha ambizioni terribili che nessuno ha mai avuto. Occorre lavorare insieme per spegnere l’incendio perché tutta l’Europa è minacciata. Impedire ai terroristi di fare danni»”.