Auto: in aumento gli incidenti dei “pirati della polizza”

Pubblicato il 29 Marzo 2010 14:08 | Ultimo aggiornamento: 29 Marzo 2010 14:08

La crisi economica si fa sentire anche tra i possessori di automobile. Capita, infatti, che chi ce l’ha e non riesce a rinunciarci vada tranquillamente in giro senza aver pagato l’assicurazione. Lo dimostrano i numeri, relativi al 2008, secondo cui gli incidenti causati da persone che guidano senza polizza o con una “falsa” sono aumentati del 40% rispetto all’anno precedente.

La colpa è in parte di chi circola senza assicurazione e in parte dei pirati della strada che fuggono senza essere identificati dopo aver causato un incidente. Ma colpiscono anche i dati relativi alle frodi. Solo a Roma, per esempio, in un anno i vigli hanno trovato 10.000 bollini assicurativi contraffatti, e potrebbe essere solo la punta dell’iceberg. I controllori, infatti, non sono aiutati dalla tecnologia e devono arrangiarsi con una lente di ingrandimento sul talloncino. A Rimini, invece, un laboratorio scientifico antifalsi c’è, mentre nella Capitale è ancora in fase di progetto.

Nel caso di sinistri provocati da persone non assicurate l’onere del risarcimento passa al Fondo di Garanzia per le vittime della strada. Ma è un cane che si morde la coda perché se lo stato patrimoniale del fondo peggiora le il costo della Rca per gli automobilisti è destinato a salire perché il fondo è alimentato specificamente proprio da chi le assicurazioni le paga e destina, automaticamente al Fondo fino al 4% della sua polizza.

Nel breve, in ogni caso, né assicurazioni né responsabili del fondo appaiono troppo allarmati: per ora il gettito (che in parte dipende anche dalle sanzioni che l’istituto di vigilanza infliggono alle assicurazioni) è sufficiente a coprire i costi. Nel lungo periodo si vedrà.

Il mercato delle polizze false, però, è in crescita: costano meno di quelle autentiche, e non coprono nulla, ovviamente, in caso di incidente. A Napoli, tempo fa, i vigili ne individuarono una “premium”: costava di più ma aveva un call center in cui falsi centralinisti rispondevano alle domande degli agenti.