Assistenti civici, senza compenso e fino al 31 luglio. Chi lo farà? Il Viminale: “Noi non informati”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 25 Maggio 2020 15:30 | Ultimo aggiornamento: 25 Maggio 2020 16:09
Assistenti civici, senza compenso e fino al 31 luglio. Chi lo farà?

Assistenti civici, bando in settimana. Nella foto Ansa volontari della Protezione civile

ROMA – Con la Fase 2 dell’emergenza Coronavirus che vede le città ritornare ad una pseudo-normalità impareremo a familiarizzare con una nuova figura professionale a tempo, quella degli “assistenti civici”.

Sempre che il bando previsto per reclutarne 60mila (a breve, in settimana) riesca a convincere gli aspiranti assistenti civici (solo disoccupati e percettori di reddito di cittadinanza o altri sussidi) a lavorare gratis e al massimo per un paio di mesi.

Ma il Viminale afferma di non saperne nulla: “Le decisioni assunte, senza preventiva consultazione del ministero dell’Interno – si legge in una nota – per l’istituzione della figura degli assistenti civici in relazione alle misure di contrasto e di contenimento della pandemia Covid-19, non dovranno comportare compiti aggiuntivi per le prefetture e per le forze di polizia già quotidianamente impegnate nei controlli sul territorio”. 

Mentre dal ministero degli Affari Regionali giungono chiarimenti: “Quando si parla di assistenti civici parliamo di volontariato”.

“Stiamo parlando di 16 ore settimanali che ciascuno può regalare al proprio comune per aiutare gli anziani, portare spesa e medicine, aiutare nell’organizzazione del distanziamento sociale, come ad esempio fuori dalle chiese o fuori dai parchi per contingentare gli ingressi”.

“Nessuna vigilanza, ronda o sentinelle anti spritz. In caso di assembramenti non potranno chiedere i documenti ma solo segnalare a vigili e forze dell’ordine”. 

Fratino colorato come quelli indossati dagli steward allo stadio, daranno una mano ai Comuni nel far rispettare le tante prescrizioni superstiti, specie il distanziamento sociale nei parchi, nelle spiagge e nei locali. 

E anche per contribuire a sostenere la parte più debole della popolazione.

Assistente civico: volontari e a titolo gratuito

Su base volontaria e a titolo gratuito: sarà coperto dalla tutela Inail, potrà essere impiegato non più di 3 giorni alla settimana per un massimo di 16 ore (e fino al termine dell’emergenza fissata dal governo al 31 luglio). 

Con questi obiettivi i sindaci arruolano volontari maggiorenni, purché siano disoccupati, percettori di reddito di cittadinanza o di ammortizzatori sociali.

I volontari non potranno operare oltre il termine dello stato di emergenza dichiarato dal Consiglio dei ministri (appunto il 31 luglio).

In settimana il bando per reclutarne 60mila

In settimana sarà lanciato il bando per il reclutamento di 60mila assistenti civici: saranno coordinati dalla Protezione Civile che indicherà alle Regioni le disponibilità su tutto il territorio nazionale e verranno impiegati dai sindaci per le attività sociali.

L’accordo per il bando è stato raggiunto tra il ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia e il presidente dell’Anci Antonio Decaro, sindaco di Bari.

Gli ‘assistenti civici’ saranno coperti dall’Inail in caso di infortuni e avranno una polizza assicurativa di responsabilità civile verso terzi in caso di eventi che lo richiedano.

In casacca e con logo Protezione Civile

Saranno poi ben riconoscibili dai cittadini perché indosseranno una casacca o un fratino con dietro la scritta “assistente civico” e davanti il logo della Protezione civile nazionale, dell’Anci e del Comune in cui prestano il servizio.

“Dopo le migliaia di domande di medici, infermieri e operatori socio sanitari, arrivate alla Protezione civile nel momento maggiore emergenza negli ospedali italiani, ora è il momento – ha spiegato il ministro Boccia – di reclutare tutti quei cittadini che hanno voglia di dare una mano al Paese, dando dimostrazione di grande senso civico”.

Il presidente dell’Anci Decaro ha ricordato: “Sono stati i volontari, con noi amministratori a prendersi cura di chi aveva più bisogno nella fase del lockdown.

È ai volontari che vogliamo affidare le nostre comunità in questa nuova e complessa fase: quella in cui proviamo a convivere con il virus e impariamo a difenderci, anche tornando a una vita meno compressa dai divieti.

Da questa emergenza possiamo uscire solo stando uniti e collaborando ognuno per la sua parte, con senso di responsabilità”. (fonte Ansa)