Assolti da truffa e corruzione Torello Lotti + 26 a Firenze, a lui solo peculato

Pubblicato il 1 settembre 2012 0:45 | Ultimo aggiornamento: 31 agosto 2012 23:54

Il certificato penale del professor Torello Lotti

FIRENZE – Il professor Torello Lotti, dermatologo molto noto a Firenze, era stato accusato di associazione a delinquere, truffa aggravata e corruzione in concorso, per un totale di 11 capi di imputazione. È stato assolto da una sentenza datata 3 febbraio 2012 del Gup (Giudice dell’udienza preliminare) del Tribunale di Firenze su quasi tutti i punti perché “il fatto non sussiste” mentre è stato condannato per istigazione alla corruzione e peculato.

Il professore Torello Lotti, all’epoca dei fatti direttore della Clinica dermatologia II dell’Asl di Firenze, docente universitario e presidente della Società italiana di dermatologia, si è visto infliggere due anni di reclusione (con la sospensione condizionale della pena). Sospensione e fedina penale pulita, come risulta dal suo casellario giudiziario riprodotto in foto. Assolti anche 25 degli altri 26 imputati.

Tutto era partito da un’inchiesta, basata anche su intercettazioni telefoniche, ad opera dei Nas coordinati con la Procura di Firenze.

L’inchiesta aveva ipotizzato un accordo illecito fra medici e case farmaceutiche per favorire l’incremento dei profitti di sette industrie farmaceutiche prescrivendo ai pazienti medicinali contro la psoriasi nell’ambito del programma di sperimentazione Psocare dell’Aifa di cui, secondo l’accusa, Torello Lotti era il referente toscano in cambio di vantaggi economici.

L’ipotesi accusatoria è stata quasi del tutto respinta dal Gup di Firenze. Questo il testo della sintesi della sentenza che il professor Lotti ha inviato a Blitzquotidiano.it:

Il giorno 1 ottobre 2010 scattava l’operazione dei Nas di Firenze iniziata sulla base di una LETTERA ANONIMA e denominata: “Derma: Affare Fatto” con la esecuzione di diverse misure cautelari (dagli arresti domiciliari all’obbligo di dimora) disposte sulla base di una ordinanza articolata in undici capi di imputazione (lettere A-M). L’esito finale di dette accuse è quello di cui alla sentenza del Giudice per l’Udienza preliminare del Tribunale di Firenze, emessa in data 3.02.2012, che ha così disposto:

– Capo A) Associazione per delinquere, aggravata dal numero degli associati, con ruolo di promotore, capo e ideatore a carico di Torello Lotti (art. 416, commi 1, 2, 3, 5 c.p.):
ASSOLUZIONE PERCHE’ IL FATTO NON SUSSISTE.

– Capo B) c.d. “Affare Abbott”: corruzione per atto contrario ai doveri di ufficio in concorso (artt. 110, 319, 321 c.p.): ASSOLUZIONE PERCHE’ IL FATTO NON SUSSISTE.

– Capo C) c.d. “Affare Janssen-Cilag”: corruzione per atto contrario ai doveri di ufficio in concorso (artt. 110, 319, 321 c.p.): ASSOLUZIONE PERCHE’ IL FATTO NON SUSSISTE.

– Capo D) c.d. “Affare Whyeth-Lederle”: corruzione per atto contrario ai doveri di ufficio in concorso (artt. 110, 319, 321 c.p.): ASSOLUZIONE PERCHE’ IL FATTO NON SUSSISTE.

– Capo E) c.d. “Affare Schering-Plough”: corruzione per atto contrario ai doveri di ufficio in concorso (artt. 110, 319, 321 c.p.): ASSOLUZIONE PERCHE’ IL FATTO NON SUSSISTE.

– Capo F) c.d. “Affare Novartis”: Corruzione per atto contrario ai doveri di ufficio in concorso (artt. 110, 319, 321 c.p.): ASSOLUZIONE PERCHE’ IL FATTO NON SUSSISTE.

– Capo G) c.d. “Affare Morgan Pharma”: corruzione per atto contrario ai doveri di ufficio in concorso (artt. 110, 319, 321 c.p.): capo di imputazione archiviato con provvedimento precedente.

– Capo H) c.d. “Affare Allmiral”: Corruzione per atto contrario ai doveri di ufficio in concorso (artt. 110, 319, 321 c.p.): ASSOLUZIONE PERCHE’ IL FATTO NON SUSSISTE.

– Capo I) Truffa aggravata ai danni dell’Università, ammanco dal bilancio dell’Università,
Falsità materiale commessa da Pubblico Ufficiale in certificati o autorizzazioni in amministrative in concorso, (artt. 81 cpv., 110, 61 n. 9, 640, comma 2 n.1 e 477 c.p.): ASSOLUZIONE PERCHE’ IL FATTO NON SUSSISTE.

– Capo L) c.d. “Affare Sunlive”: Truffa aggravata (artt. 640 co. 1 e 2 n.1 e 61 n. 9 c.p.):
ASSOLUZIONE PERCHE’ IL FATTO NON SUSSISTE.

– Capo M) Rivelazione ed utilizzazione di segreto d’ufficio in concorso, reato continuato (artt. 81 cpv., 110, 326, c.p.): capo di imputazione già archiviato con provvedimento precedente.

L’esito di questa sentenza era stato preceduto dall’ordinanza rigetto di richiesta di incidente probatorio del Giudice per le Indagini Preliminari di Firenze, emesso in data 3 Febbraio 2011, che concludeva: “Il Pubblico Ministero tuttavia con nota del 28 Gennaio 2011, a conclusione delle indagini preliminari, ha espressamente escluso che la contrarietà ai doveri di ufficio concerna la ‘reale attinenza dei farmaci alle singole patologie’ e quindi ‘la congruità delle prescrizioni sotto l’aspetto medico e clinico’. Occorre pertanto ritenere che non rientri nell’oggetto del giudizio ogni indagine relativa all’idoneità delle terapie prescritte da Torello Lotti”.

La Sentenza del 3 Febbraio 2012 conferma inoltre che tutti i finanziamenti oggetto di processo non erano destinati a profitto del Prof. Lotti, ovvero di suoi amici e/o congiunti, bensì destinati all’Università, alla ASL, ovvero alla ricerca scientifica. Per completezza si informa che il Prof. Torello Lotti è stato altresì condannato, limitatamente ad alcune ipotesi descritte al capo B) per un istigazione alla corruzione, con pena non eseguibile perché assistita da sospensione condizionale, e che detto titolo di reato (art. 322 comma 3 c.p.), non avrebbe giammai consentito l’emissione di alcuna misura cautelare coercitiva, sicché, ove il Giudice che sottoscrisse la misura cautelare a carico del Prof. Lotti, avesse fatto miglior governo delle risultanze processuali, non avrebbe potuto disporre la misura stessa.

Il professor Lotti però è stato indagato in un altro procedimento anche per omicidio colposo: secondo l’accusa un uomo malato di psoriasi morì e altri peggiorarono le condizioni seguendo le sue cure.