Assolto il gioielliere Conzano: uccise rapinatore per legittima difesa

Pubblicato il 12 Marzo 2012 15:12 | Ultimo aggiornamento: 12 Marzo 2012 16:49

TORINO, – Pierangelo Conzano, il gioielliere di Torino che il 10 agosto scorso sparo’ a un rapinatore uccidendolo, e’ stato assolto oggi dal Gup del capoluogo piemontese dall’accusa di omicidio colposo con eccesso di legittima difesa. Il pm aveva chiesto una condanna un anno e due mesi di reclusione. Francesco Procopio, di 35 anni, era entrato nella gioielleria con una pistola giocattolo per fare una rapina. Fu raggiunto da un solo colpo e mori’ per dissanguamento.

L’assoluzione per legittima difesa si e’ basata sulla ricostruzione minuziosa di quanto accaduto: secondo quanto e’ emerso dal filmato dell’impianto di sorveglianza del negozio, Procopio era entrato all’interno della gioielleria, che aveva ispezionato piu’ volte prima di quel giorno, insieme ad un complice, Iaris Iacono, che oggi ha 32 anni. Quest’ultimo si era finto un normale cliente per distrarre il gioielliere quando, ad un certo punto, Procopio ha tentato di salire sul bancone dell’esercizio. A quel punto e’ partito il colpo che lo ha centrato al braccio destro.

Procopio ha poi tentato di uscire dal negozio, ma e’ rimasto bloccato all’interno della doppia porta mentre Conzano e Iacono lottavano per il possesso dell’arma. Secondo quanto documentato dal filmato, passarono due minuti tra lo sparo e il momento in cui Procopio pote’ uscire dalla gioielleria. L’uomo percorse poi un centinaio di metri a piedi prima di stramazzare al suolo in strada, ormai dissanguato dopo che il proiettile gli aveva reciso l’arteria omerale.     Iacono, invece, rimase all’interno della gioielleria fino all’arrivo dei carabinieri che lo arrestarono. E’ stato condannato per rapina, in un altro procedimento, a una pena di un anno e mezzo di reclusione.

”Non sono un giustiziere”. Queste le prime parole pronunciate tra le lacrime da Pierangelo Conzano, 49 anni, dopo la sentenza che lo ha assolto per legittima difesa. Il gioielliere lo scorso anno aveva ucciso il rapinatore Francesco Procopio. Conzano, seduto vicino al suo legale, Stefano Castrale,  e’ scoppiato a piangere subito dopo la lettura del dispositivo.    ”Sono stato accusato – ha detto il gioielliere rispondendo alle domande dei cronisti – di essere una sorta di giustiziere, paragonato ad alcuni film che non c’entrano niente con quanto e’ accaduto. Ma, in 30 anni che ho il porto d’armi, non avevo mai sparato neppure un colpo e’ stata soltanto una tragica fatalita’: in quei momenti ho pensato soltanto a difendermi”.    Conzano ha poi raccontato che la vicenda gli ha provocato anche ripercussioni sul lavoro: ”In molti – ha detto – vengono nel mio negozio soltanto per morbosita’, mentre altri mi chiedono ancora se ho riaperto, quando in realta’ non ho mai chiuso”.