Asta tra fedeli per portare a spalla il Santo in processione

Pubblicato il 6 Settembre 2015 11:16 | Ultimo aggiornamento: 6 Settembre 2015 11:16
Asta tra fedeli per portare a spalla il Santo in processione

Foto d’archivio

NAPOLI – Un’asta tra i fedeli per portare a spalla durante la processione la statua di Sant’Andrea a Gricignano d’Aversa (Caserta). Lo denuncia il Vescovo di Aversa Angelo Spinillo, vice-presidente della Conferenza Episcopale Italiana, con una lettera inviata alle parrocchie del paese di “S. Andrea Apostolo” e “Maria SS. del Rosario”.

La vicenda risale a domenica scorsa, ma solo oggi Spinillo l’ha resa nota mostrandosi profondamente indignato e rattristato per un “qualcosa che contraddice pienamente lo spirito della processione” e che non testimonia “una vera devozione, ma piuttosto tende ad evidenziare una forza economica che si contrappone ad un’altra per superarla. È il contrario di quello spirito di accoglienza e di partecipazione comunitaria che deve essere proprio di una processione religiosa”.

Spinillo racconta della gioia provata nei giorni che precedevano la processione generata dall’impressione che fosse prevalsa nel dialogo con le autorità religiose e civili di Gricignano il messaggio che “la festa non fosse da considerare come la visita dell’immagine del Santo alla casa dei devoti, ma piuttosto la testimonianza della fede di un popolo che cammina insieme, che cammina nelle situazioni della vita del mondo seguendo l’esempio dei Santi per vivere in unione con il Signore Gesù Cristo e nella luce del suo Vangelo”; una linea confermata anche nella celebrazione eucaristica tenutasi a Gricignano venerdì 28 agosto, due giorni prima della processione, cui Spinillo aveva partecipato insieme ai Membri del Comitato Festa, del numeroso gruppo dei Portatori e di tanti fedeli. Ed invece dalle immagini di alcuni video e dalle notizie pervenute a Spinillo è emerso uno spaccato diverso.

“Nulla di ciò che avevamo detto nel colloquio con il Comitato è stato messo in pratica” dice il Vescovo. “Non è giusto – prosegue – pensare di esprimere una devozione al Santo acquistando con denaro contante una specie di diritto e mostrando una possibilità economica che altri, forse, non hanno o non possono avere. È molto più positiva la prassi che affida il portare la statua ad un numeroso gruppo di volontari, cui tutti possono aderire. Liberiamoci dalla tentazione di pensare che la fede, o che la nostra salvezza sia una questione di denaro”.