Asti: muore industriale Paolo Alessio, due volte soffrì per rapimenti

Pubblicato il 16 agosto 2010 17:11 | Ultimo aggiornamento: 16 agosto 2010 20:09

Per sette mesi rimase in mano ai rapitori, in una capanna di lamiera sui monti della Calabria. Paolo Alessio, industriale morto a Montiglio Monferrato (Asti), all’età di 85 anni, è passato alla storia, oltre che per i meriti imprenditoriali, per la vicenda in cui fu vittima a cavallo tra il 1981 e il 1982. Era amministratore delegato della Alessio Tubi, un’azienda con 400 dipendenti, quando un commando di otto persone, la sera del 23 novembre ’81, lo sequestro’ mentre tornava a casa, alla periferia di Moncalieri, nella prima cintura di Torino.

Rientrava dalla fabbrica di La Loggia, a una quindicina di chilometri dal capoluogo piemontese dove viveva. I rapitori, a bordo di due auto, speronarono la vettura dell’industriale, che visse poi una prigionia lunga e angosciosa, per lui e per i familiari: la moglie Anna Maria Barone (morta nel ’97 in un incidente stradale sull’auto guidata dal marito) e i figli, che allora avevano 17 e 14 anni. Provo’ a fuggire, ma venne ripreso nel bosco dove vagava e solo a maggio dopo fu lasciato libero, dopo la consegna di 4 miliardi di lire ai criminali, una banda formata da calabresi della ‘ndrangheta e appartenenti al clan dei casalesi.

Diciotto anni piu’ tardi il figlio Alberto, vicepresidente della Fondazione Bricherasio, fini’ a sua volta in mano ai rapitori, nel suo caso fu la tribu’ di uno sceicco nello Yemen, paese dove si trovava in una missione culturale. Ma dopo soli quattro giorni venne lasciato libero Oltre che della Alessio Tubi, l’imprenditore morto nei giorni scorsi aveva fondato un’altra azienda, la Cobra Container di Mondovi’. I funerali si sono svolti oggi pomeriggio a Montiglio.