Installa ripetitore a casa, spegne Wind in tutta Venezia: no internet e telefono

di Redazione Blitz
Pubblicato il 1 ottobre 2014 12:22 | Ultimo aggiornamento: 1 ottobre 2014 12:31
Attacca ripetitore a casa, spegne Wind in tutta Venezia: no internet e telefono

Attacca ripetitore a casa, spegne Wind in tutta Venezia: no internet e telefono

VENEZIA – Ha installato un ripetitore sul tetto del suo palazzo per ampliare il segnale telefonico, mandando in tilt però i ripetitori della compagnia telefonica Wind in tutta Venezia Il risultato? Per alcuni giorni i clienti Wind della laguna, nell’ultima settimana di luglio, non potevano né telefonare, né connettersi ad internet. Un blackout totale che all’incauto inquilino del palazzo, che rischia una multa da 5mila euro, e per i clienti Wind un bel disservizio.

A rimetterci anche la Wind, raggiunta da richieste di disdetta del contratto dai clienti arrabbiati, spiega Davide Tamiello sul Corriere del Veneto:

“Ad oscurare la rete, infatti, era stato un amplificatore di frequenze, o meglio una sorta di ripetitore privato. Un’ingenuità, quella commessa da un cittadino veneziano, che rischia di avere conseguenze decisamente onerose. Il settore reti e servizi di comunicazione elettronica dell’ispettorato territoriale Veneto, organo periferico regionale del ministero dello Sviluppo economico, infatti aveva mobilitato i suoi tecnici per sorvegliare lo spettro radioelettrico della zona, riuscendo a localizzare la fonte del disturbo e eliminarla”.

Tutto è iniziato quando l’uomo, originario di Venezia, ha installato un ripetitore “casalingo” sul suo palazzo alla Giudecca:

“L’uomo, ignaro delle conseguenze e di ciò che sarebbe potuto succedere, aveva comprato l’apparecchio online. Dal momento che in casa il suo cellulare non prendeva, aveva deciso di risolvere il problema da solo. L’aveva installato sul tetto senza troppi problemi, per lui. Per gli altri invece, un disastro: le onde elettromagnetiche dell’apparecchio avevano letteralmente paralizzato la rete umts di Wind. L’uomo è stato quindi sanzionato per danneggiamento e turbativa ai servizi di comunicazione elettronica, il suo apparato è stato spento e sequestrato. Adesso, rischia di dover pagare una multa di 5 mila euro”.

Alessandro Rossi, responsabile Reti e servizi di comunicazione elettronica del ministero, ha spiegato:

«Questi apparecchi in alcuni casi non sono illegali, vengono venduti regolarmente online, ma l’installazione può essere effettuata solo dagli operatori di telefonia mobile. Chi dovesse avere problemi di ricezione deve mettersi in contatto con i nostri uffici. Daremo tutte le indicazioni necessarie per capire quali siano gli apparati compatibili con le frequenze»”.