Attentato Iraq, trasferiti in Germania i cinque militari italiani feriti

di Redazione Blitz
Pubblicato il 12 Novembre 2019 18:52 | Ultimo aggiornamento: 12 Novembre 2019 18:52
Soldati italiani, Ansa

Un soldato italiano (foto d’archivio Ansa)

ROMA – “In condizioni stabili e dimessi dal Role3 di Baghdad i cinque militari italiani vittime del grave attentato dello scorso 10 novembre – spiega in una nota il ministro della Difesa Lorenzo Guerini – stanno rientrando in Europa. Arriveranno nel pomeriggio a Ramstein, in Germania, presso l’ospedale militare della base aerea degli Stati Uniti, dove riceveranno le migliori cure specialistiche prima del loro rientro in Italia”.

Il ministro Guerini “nel confermare la stretta vicinanza alle famiglie dei nostri militari feriti” ha poi comunicato che è stato messo a disposizione delle famiglie “un C130 dell’Aeronautica Militare per raggiungere i loro cari.”

Nassirya, le parole di Conte.

Oggi, martedì 12 novembre, si ricorda l’attentato a Nassirya. Attentato che avvenne il 12 novembre del 2003.

“Oggi  – ha scritto su Facebook il premier Giuseppe Conte – un pensiero va ai nostri connazionali caduti tragicamente a Nassirya il 12 novembre 2003. Pietro, Domenico, Orazio, Giuseppe, Giovanni, Alfio, Ivan, Daniele, Enzo, Alfonso, Massimiliano, Andrea, Filippo, Massimo, Silvio, Emanuele, Alessandro, Stefano, Marco. Il nostro Paese tiene vivo il loro ricordo, i loro nomi sono scolpiti nella nostra memoria”.

“Questa triste ricorrenza – spiega – cade a pochi giorni da un altro attacco che ha visto feriti cinque nostri militari impegnati nell’addestramento antiterrorismo delle forze irachene. A loro e alle loro famiglie esprimo vicinanza e gratitudine. A tutti i nostri connazionali che, in prima linea, rischiano la vita per garantire la nostra sicurezza, difendere la libertà e affermare la pace, va il riconoscimento del nostro Paese. Le loro famiglie devono sentire l’abbraccio dell’Italia intera. Questa giornata ci spinge a rinnovare con determinazione il nostro impegno nella lotta al terrorismo e a lavorare per stabilizzare le aree di crisi. Un impegno senza colori né confini, che deve vedere tutte le istituzioni unite a livello globale in una battaglia comune”.

Fonte: Ansa.