Egitto attacca Isis in Libia: “Uccisi 50 terroristi della jihad”. Ad Augusta nave italiani FOTO

di Redazione Blitz
Pubblicato il 16 Febbraio 2015 8:31 | Ultimo aggiornamento: 16 Febbraio 2015 12:56

AUGUSTA – Sono almeno 50 i terroristi dell’Isis uccisi nell’attacco dell’Egitto a Tripoli, in Libia. Intanto una imbarcazione di italiani fuggiti dalla Libia il 16 febbraio è arrivata ad Augusta, in provincia di Siracusa. Sono loro a testimoniare che l’Isis è già arrivata in Libia: “La situazione a Tripoli è critica”, dice Salvatore appena sbarcato: “E’ già da un pezzo che è a Tripoli, lo ha detto anche la televisione”.

Egitto contro Isis.

L’Egitto nella notte tra 15 e 16 febbraio ha colpito le postazioni dei terroristi nell’Africa del Nord. Aerei dell’esercito hanno colpito obiettivi dell’Isis in Libia in risposta all’uccisione dei 21 copti. Nell’annuncio, riferisce il sito del quotidiano Al Ahram, l’esercito egiziano ha precisato di aver colpito diversi obiettivi tra cui “campi di addestramento e depositi di armi”.

Secondo il comandante dell’Aviazione libica, Saqer al-Joroushi, sono stati “40-50” i terroristi dell’Isis uccisi finora nei raid su Derna. Citando altre fonti viene precisato che uno degli obiettivi a Derna è stato il quartier generale della società “Jebel” che l’Isis sta usando come propria “base”. Vi sarebbero stati in tutto quattro raid sulla città.

I raid aerei egiziani hanno colpito accampamenti dell’Isis a Bengasi e Sirte. Il generale ha detto di essere stato incaricato dal capo di Stato maggiore delle Forze armate, Abdel Razzak el Nazouri, e dal capo dell’ “Operazione dignità”, Khalifa Haftar, di “collaborare” con le forze armate egiziane per colpire postazioni Isis.

Italiani in fuga dalla Libia.

Tra gli italiani sbarcati ci sono non solo tecnici d’azienda, marittimi, gente che ha lasciato temporaneamente l’Italia per un periodo più o meno lungo, ma anche famiglie che praticamente da sempre vivono a Tripoli, o in altre città, e che non hanno abbandonato il Paese neppure nei momenti più duri della guerra contro Gheddafi. “Stavolta è diverso”, dicono.

L’imbarcazione con a bordo i nostri connazionali é arrivata dopo la mezzanotte nel porto di Augusta. “Non si tratta di un’evacuazione” dalla Libia, ma di una operazione “preannunciata” di “alleggerimento” della presenza italiana, ha fatto sapere il ministero degli Esteri, ricordando che già dal primo febbraio scorso il sito www.viaggiaresicuri.it aveva ribadito l’invito ai connazionali a non recarsi in Libia o a lasciare il Paese. Un avviso pubblicato dopo l’attacco terrorista del 27 gennaio all’Hotel Corinthia di Tripoli, in cui erano rimaste uccise numerose persone, inclusi sei stranieri.

I servizi segreti italiani hanno sollecitato il rimpatrio degli italiani, così come la sospensione dell’attività dell’ambasciata a Tripoli, proprio a causa degli effetti imprevedibili del peggioramento delle condizioni di sicurezza negli ultimi mesi, con l’avanzamento dell’Isis verso l’ovest del Paese e la presa di Sirte, a 400 chilometri dalla capitale, e il resto del territorio in mano a fazioni e milizie armate che si fronteggiano.

La nave arriva ad Augusta (foto Ansa)