Augusto…fa acqua. Mussolini: milione di visite. Oggi 90, pausa pranzo e stop

di Redazione Blitz
Pubblicato il 19 Agosto 2014 14:35 | Ultimo aggiornamento: 19 Agosto 2014 15:53
Augusto fa acqua: nel '37 Mussolini portò un milione di persone, oggi pranzo e si chiude

Augusto fa acqua: nel ’37 Mussolini portò un milione di persone, oggi pranzo e si chiude

ROMA – Augusto, due millenni esatti dopo… fa acqua. Nel 1937 , a duemila anni dalla nascita dell’imperatore, Mussolini portò a Roma un milione di persone. Oggi, bimillenario della morte, tre visite guidate al Mausoleo, ore 9,30/ 1o,30/ 11,30. Poi pausa pranzo e si chiude. Impietoso il paragone tra il trionfo, sia pur pacchiano e in orbace, e la mesta accidia burocratica e imprenditoriale.

Duemila anni fa, nel 14° anno dell’era cristiana moriva a Roma il suo primo imperatore, Ottaviano Augusto, colui che si vantava a pieno titolo di aver ricevuto in eredità una città di legno e di averla restituita di marmo. Come si prepara a celebrare la città di Roma l’importante bimillennario del forgiatore della prima metropoli del mondo conosciuto da un milione di abitanti? Con la visita al suo Mausoleo di 90 persone in tutto. Al minuto? No, al giorno. In gruppi da tre di 30 ognuno. E a pranzo si chiude: pausa pranzo. E stando bene attenti a non cadere dalla passerella provvisoria che conduce al monumento: è notizia fresca di stamattina, il Mausoleo, cioè la tomba di Augusto, si è allagato, proprio oggi.

Per dire, nel 1937, altra data fatidica (si celebrava la nascita di Augusto), Benito Mussolini, in occasione dell’altro bimillenario, riuscì a portare a Roma un milione di visitatori. Era scoperto, è vero, lo sforzo ideologico di celebrare con Augusto il secondo impero fascista, ma il dice non poteva però contare su tour operator e in generale di tutte le moderne tecniche di marketing turistico. Il monumento versa in condizioni di inagibilità: lo Stato ha promesso di stanziare 4 milioni di euro, ma la Sopraintendenza assicura che ne servirebbero almeno il triplo.

Il confronto,a  proposito di eventi, con quanto avrebbero speso, investito, incensato, glorificato le amministrazioni di altre capitali mondiali, tipo Londra, New York, Tokyo, è imbarazzante solo a pensarlo. E poco importa che la città prepari da settembre tutta una serie di mostre, itinerari e viaggi virtuali sulle tracce della Roma augustea. L’occasione propizia è stata mancata. Il Mausoleo, chiuso, ricordiamolo, fino pochi giorni fa da 79 anni, è stato un monumento al degrado più che ad Augusto. Sporcizia dilagante, ricovero di fortuna per clochard, latrina a cielo aperto, vetrina personale per artisti improvvisati (“una volta si vide un sasso con didascalia scritta a mano e a gesso sull’asfalto: «Sasso»”, Matteo Feltri, La Stampa).