Auschwitzland, perfino per Forza Nuova è troppo: cacciata la militante con la t-shirt della vergogna

di Redazione Blitz
Pubblicato il 30 ottobre 2018 10:34 | Ultimo aggiornamento: 30 ottobre 2018 10:34
Auschwitzland, perfino per Forza Nuova è troppo: cacciata la militante con la t-shirt della vergogna

Auschwitzland, perfino per Forza Nuova è troppo: cacciata la militante con la t-shirt della vergogna

ROMA – Alla fine anche Forza Nuova ha dovuto prendere decisamente le distanze dalla maglietta con la scritta “Auschwitzland’ e sospende “con effetto immediato e a tempo indeterminato” Selene Ticchi D’Urso, la militante che due giorni fa l’aveva indossata durante il ritrovo dei nostalgici della Marcia su Roma, a Predappio. Il movimento di destra, inoltre, “diffida la D’Urso dal rilasciare qualsiasi dichiarazione a nome e per conto del movimento, il quale nulla ha a che vedere con le espressioni da lei adottate e con quanto ha dichiarato, ed eventualmente potrà dichiarare, alla stampa”.

Intanto, mentre non risulta che, per ora, sia stato aperto d’ufficio un fascicolo della Procura di Forlì sulla vicenda, l’Anpi sta valutando di presentare una denuncia per apologia di fascismo sull’intera manifestazione nella cittadina dove nacque Benito Mussolini, con un focus sulla t-shirt choc che, anche per i caratteri utilizzati dalla Disney, ha raccolto indignazioni da più parti. Tanto che oggi il profilo di Ticchi non risulta più visibile su Facebook.

E dopo che ieri il senatore di LeU Francesco Laforgia aveva annunciato un’interrogazione al ministro Salvini, è il sottosegretario alla Giustizia Jacopo Morrone, segretario della Lega Romagna, a esprimere piena condanna: “Ho letto le scuse della signora Selene Ticchi che afferma di aver indossato la maglietta con l’infame scritta ‘Auschwitzland’ per sbaglio. Ma una maglietta con quella scritta dovrebbe essere nel bidone della spazzatura e non in un cassetto, anzi non dovrebbe mai essere stata stampata”, ha detto.

E di “offesa all’umanità” parla Maurizio Mazzanti, sindaco di Budrio, il paese del Bolognese dove Ticchi si candidò. “Mi indigna ancora di più la leggerezza con cui viene mostrata una offesa all’umanità, lo sterminio nei campi nazisti. Abbiamo già avuto modo di ribadire che Budrio è un paese antifascista e contro tutte le forme di totalitarismi, di cui il nazismo è stato una massima espressione. Ma non è mai abbastanza e sufficiente ripeterlo”. Per Nicola Fratoianni, segretario di Liberi e Uguali, la colpa è degli “apparati dello Stato repubblicano” che “hanno permesso una manifestazione pubblica di esaltazione del fascismo. Tutto ciò è inaccettabile”.