Autisti Atm: “No trasporto migranti sui nostri bus, paura della scabbia”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 18 Giugno 2015 9:48 | Ultimo aggiornamento: 18 Giugno 2015 9:48
Autisti Atm: "No trasporto migranti sui nostri bus, paura della scabbia"

Autisti Atm: “No trasporto migranti sui nostri bus, paura della scabbia”

MILANO – Emergenza migranti: ci si mettono anche i sindacati e gli autisti dei bus. Quelli Atm (la municipalizzata di Milano) che vista la situazione dovrebbero trasportare anche alcuni profughi. Solo che autisti e sindacati non ne vogliono sapere. Mancano le garanzie sanitarie dicono. E mancano perché quegli stessi bus, una volta trasportati i migranti poi tornano a trasportare le persone che vanno a lavoro in città tutti i giorni.

Per questo tutte le rappresentanze sindacali tranne, dice Repubblica, la Cgil, hanno firmato un documento dal titolo “trasporto profughi” in cui viene detto no all’oggetto, ovvero al trasporto profughi. Scrive su Repubblica Oriana Liso:

In dieci righe si sintetizza la decisione: i conducenti degli autobus si rifiuteranno di effettuare il servizio di trasporto dei profughi dalla stazione Centrale di Milano ai centri di accoglienza. Mancano – per le rsu – le garanzie igienico- sanitarie per i lavoratori e per gli utenti, visto che, scrivono, gli autobus vengono rimessi in servizio per i passeggeri di linea senza l’opportuna sanificazione del mezzo”.

La lettera è stata firmata da quasi tutte le rappresentanze sindacali, tranne, sembra, la Cgil: per tutti gli altri il problema esiste, e chiedono risposte immediate all’azienda.

La questione è delicata, la materia scivolosa. La linea di confine tra la tutela del lavoratore e il razzismo sottilissima. Certo la lettera in un momento del genere, con i centri di accoglienza al collasso e i migranti costretti a stazionare tra stazioni, scogliere e rifugi che ci vuole coraggio a definire di fortuna, non è esattamente un manifesto di sensibilità e spirito di collaborazione. Ma di razzismo sindacati e autisti non vogliono sentir parlare. Dicono che la loro è una questione “sanitaria” e citano lo spettro “scabbia”. I passi della lettera, riportati sempre da Liso, sono espliciti:

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“Invitiamo tutti i conducenti a non effettuare tale servizio e a mettersi subito in comunicazione con la rsu di impianto”. Questioni igienico-sanitarie, quindi: i conducenti si sarebbero lamentati del fatto che, mentre le forze dell’ordine in servizio sui mezzi hanno guanti e mascherine, loro non hanno alcuna protezione e che, in ogni caso, dovrebbero essere informati precisamente di quali rischi per la salute corrono e sei esista un’ordinanza prefettizia che ordina loro di guidare l’autobus.

Decisamente diversa la versione del Comune di Milano. Ancora Repubblica:

Da Palazzo Marino assicurano che la convenzione con Atm – visto che il servizio di trasporto dei profughi è un servizio speciale, non compreso nelle normali attività dell’azienda – prevede che i mezzi, normali autubus di linea, vengano igienizzati dopo l’accompagnamento in via Martinelli e in altri centri. I rappresentanti dei lavoratori, invece, sostengono che questo non venga fatto. La decisione, per quanto firmata quasi all’unanimità, sembra abbia creato qualche contrasto anche tra i sindacati, vista la possibile chiave di lettura razzista della decisione. “E’ prevenzione e tutela della nostra salute – assicurano – vogliamo tutele”.