Autostrade, dalla privatizzazione 10 mld di euro di utili in 15 anni

di redazione Blitz
Pubblicato il 19 agosto 2018 9:46 | Ultimo aggiornamento: 19 agosto 2018 11:43
Ponte Morandi Genova

Da quando sono state privatizzate, Autostrade per l’Italia hanno prodotto 10 miliardi di utili (foto Ansa)

ROMA – Quasi 9,5 miliardi di euro di utili negli ultimi 15 anni, da quando si chiama Autostrade per l’Italia. Oltre 10 miliardi  [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] dalla privatizzazione nel 1999. La gran parte dei quali affluiti sotto forma di dividendi nella holding Atlantia, che li ha utilizzati per remunerare i suoi soci e finanziare l’attività di diversificazione della società infrastrutturale, controllata al 30% dalla famiglia Benetton.

Sono i numeri contenuti nei bilanci di Autostrade per l’Italia, consultati dall’Ansa nelle scorse ore.

E sulla privatizzazione delle autostrade italiane ha detto la sua anche il procuratore di Genova, Francesco Cozzi. Intervistato dal Corriere della Sera, Cozzi ha parlato di Stato espropriato dai suoi poteri: “Premesso che l’indagine è in una fase preliminare ed esiste comunque un segreto istruttorio, posso tuttavia fare un ragionamento più generale: io ho qualche difficoltà ad accettare l’idea che il tema della sicurezza pubblica stradale sia rimesso nelle mani dei privati. La filosofia del nostro sistema vede oggi uno Stato espropriato dei suoi poteri, una sorta di proprietario assenteista che ha abdicato al ruolo di garante della sicurezza. Come se avesse detto al privato, veditela tu”.

Cozzi rileva: “Nel momento in cui lo Stato abdica alla funzione di controllo ci vorrebbe almeno un’agenzia terza che garantisse la sicurezza, non il concessionario stesso. Credo che il crollo del ponte Morandi porti a ripensare tutta la materia”.

“Nel momento in cui è stata decisa la privatizzazione delle autostrade, lo Stato si è ritagliato un ruolo riguardante soprattutto il controllo del rapporto fra investimenti e ricavi, il giusto prezzo dei pedaggi, l’inflazione… Meno la sicurezza delle infrastrutture”, osserva. Nonostante il ruolo marginale, potrebbe avere delle responsabilità? “Dobbiamo analizzare bene la materia. Cercheremo di capire quali sono esattamente i poteri degli organi di controllo del ministero, anche se temo che siano molto blandi – spiega -. Il concessionario è come se fosse diventato il proprietario delle autostrade, non l’inquilino che deve gestirle”.

E quindi le maggiori responsabilità sono in capo al concessionario, cioè Autostrade? “Chiaro – afferma -, maggiori poteri, maggiori oneri, maggiori responsabilità (non intende dire penali, ndr). E io aggiungerei anche maggiori guadagni”.