Autostrade, Tutor con brevetto copiato. Saranno sostituiti, ma non rimossi

di Redazione Blitz
Pubblicato il 10 aprile 2018 18:21 | Ultimo aggiornamento: 11 aprile 2018 8:47
Tutor, Autostrade ha copiato brevetto: giudici ordinano di toglierlo

Autostrade, la decisione dei giudici: “Via i Tutor, brevetto è stato copiato”

ROMA – Via il sistema Tutor dalle autostrade? I giudici della Corte d’Appello di Roma danno ragione alla piccola azienda di Greve in Chianti il cui brevetto è stato copiato, ma il sistema di rilevamento non sarà rimosso.

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La sentenza è arrivata il 10 aprile al termine di una causa che è stata avviata nel 2006. Siamo solo al secondo grado di giudizio, ma per i giudici il sistema Tutor utilizzato da Autostrade per l’Italia per rilevare la velocità media dei veicoli è stato copiato da quello ideato dalla Craft, una piccola azienda di Greve in Chianti, in provincia di Firenze.

Per questo motivo è stato ordinato ad Autostrade per l’Italia di rimuovere il dispositivo e di astenersi per il futuro dalla fabbricazione, commercializzazione e l’utilizzazione del sistema in violazione del brevetto. Inoltre per ogni giorno di ritardo, dovrà pagare 500 euro alla Craft a titolo di sanzione civile. La società è stata inoltre condannata al pagamento delle spese legali, anche se non è stato riconosciuto alla piccola azienda fiorentina il diritto di un rimborso. Se vorrà usare ancora il sistema Tutor, Autostrade potrà farlo comprando il brevetto.

La replica della società che gestisce le autostrade italiane non ha tardato ad arrivare. Autostrade per l’Italia ha fatto sapere che il Tutor non verrà rimosso, ma sarà immediatamente sostituito con un nuovo sistema diverso da quello attuale e ha annunciato che presenterà ricorso presso la Cassazione, sottolineando che le proprie ragioni “sono state riconosciute fondate da 4 precedenti sentenze di merito in tutti i gradi di giudizio”:

“Per evitare che vengano annullati i benefici del Tutor che ha ridotto del 70% il numero di morti sulla rete autostradale – si legge ancora nella nota – si farà carico della sanzione pecuniaria prevista per mantenere attivo il sistema attuale fino alla sostituzione integrale degli apparati con altro sistema di rilevazione della velocità media, che avverrà entro tre settimane”.

La decisione della Corte d’Appello di Roma, conclude la nota,

“riconosce che non c’è stato alcun arricchimento da parte di Autostrade per l’Italia, non avendo la concessionaria ottenuto alcun vantaggio economico dall’utilizzo del sistema che ha come unico obiettivo quello di tutelare la sicurezza dei clienti, né alcun danno per Craft. Pertanto, la sentenza di oggi non prevede alcun indennizzo a beneficio di Craft per l’utilizzo del sistema”.

Il sistema Tutor infatti è un dispositivo in grado di leggere le targhe di tutti i tipi di veicoli e grazie a due postazioni situate a distanza e collegate trae loro, permette di calcolare i tempi di percorrenza delle vetture e di determinare l’eventuale violazione dei limiti di velocità.

Non è la prima volta che la questione arriva alla Cassazione: nel 2015 proprio i giudici della suprema corte avevano respinto il ricorso di Autostrade per l’Italia, che sosteneva la nullità del brevetto della Craft, e avevano disposto un nuovo giudizio in Appello proprio per stabilire se la società avesse contraffatto il dispositivo.