Autovelox, installatore denuncia: “Piazzati ad hoc per fare più multe possibili”

di redazione Blitz
Pubblicato il 23 Marzo 2015 17:40 | Ultimo aggiornamento: 23 Marzo 2015 17:40
Autovelox, installatore denuncia: "Piazzati ad hoc per fare più multe possibili"

Autovelox, installatore denuncia: “Piazzati ad hoc per fare più multe possibili”

PAVIA – Autovelox piazzati ad arte per fare cassa e non per prevenire gli incidenti, come in realtà dovrebbero. A rivelarlo è un ex addetto alle installazioni dei rilevatori elettronici di velocità intervenuto nel corso della trasmissione di Gianluigi Paragone, La Gabbia, in onda la domenica su La7.

Secondo l’addetto di stanza a Bereguardo, in provincia di Pavia, i dispositivi vengono posizionati strategicamente per segnalare quante più infrazioni possibili:

“Era interesse della mia azienda e del Comune  – racconta –  fare quante più contravvenzioni possibili. Tutto era fatto per incassare. Niente veniva fatto per la prevenzione. Più foto facevamo, più la ditta guadagnava. Anche l’obiettivo del Comune era di fare quanti più incassi possibili”.

A Bereguardo è stato piazzato un tutor di proprietà di una società alla quale l’amministrazione versa un canone annuale di 22mila euro. Secondo la legge è possibile appaltare i servizi di tutoring delle strade a patto però che questi siano scorporati dall’incasso delle multe. Ma, secondo la denuncia dell’ex installatore invece, parte delle sanzioni finivano nelle casse della società che gestiva i tutor, oltre al canone annuale: si parla di percentuali dai 18 ai 40 euro a seconda delle infrazioni. Di qui l’interesse a posizionarli strategicamente per comminare il maggior numero possibile di multe. 

A fronte di migliaia di ricorsi il Giudice di pace di Pavia si è visto costretto ad annullare tutte le contravvenzioni generate dal dispositivo.