Avellino. Fedeli puliscono parrocchia e in sagrestia trovano ossa umane

Pubblicato il 30 Giugno 2015 18:22 | Ultimo aggiornamento: 30 Giugno 2015 18:22
La chiesa della Madonna dell'Arco

La chiesa della Madonna dell’Arco

PIETRADEFUSI – Il parroco viene trasferito e i fedeli si mettono all’opera per ripulire le stanze da consegnare al nuovo giovane sacerdote, trovando stanze piene di montagne di rifiuti, fino alla raccapricciante scoperta di ossa umane in alcuni cassetti della sagrestia.

Due teschi, due femori, parte di un’anca e altre piccole ossa che si sbriciolano al tatto è la incredibile scoperta che hanno fatto i parrocchiani della Chiesa dedicata alla Madonna dell’Arco a Pietradefusi, in provincia di Avellino.

Il giovane parroco don Claudio, che ha preso il posto di don Gerardo dal novembre dello scorso anno, ha deposto le parti umane in una scatola e questa sera reciterà una messa in suffragio per gli sconosciuti o le sconosciute a cui sono appartenuti i resti, prima di affidarla alla sepoltura.

Non tutti i paesani, però, sono d’accordo sulla procedura: qualcuno ha gridato allo scandalo e vorrebbe che si facesse luce sulle ossa che erano nascoste nei cassetti della sagrestia.

Vorrebbero sapere se si tratta di reliquie di santi – che in ogni chiesa antica sono molte – oppure parte di cadaveri ritrovati non si sa dove e come. Chiedono che intervenga la magistratura e il Vescovo. Il sindaco, Giulio Belmonte, afferma: “Apprendo ora queste notizie. Nessuno mi ha comunicato niente, interpellerò il parroco del paese. Suppongo, che si tratti di resti umani provenienti dal cimitero vecchio, situato sotto il pavimento della Chiesa”.

In effetti, anni fa, per dei lavori, emersero delle ossa di un bambino, sotto il pavimento del sagrato. Nessuno seppe più nulla e ora si sospetta che altri rinvenimenti umani siano stati “temporaneamente” depositati tra le cose vecchie della Chiesa e lì lasciati per decenni.

La conduzione della parrocchia da parte dell’ex parroco è durata 27 anni. La quantità di vecchie cose finite nella differenziata è tale che sta impegnando da un mese i fedeli nell’opera di rimozione di cose vecchie e marce: bamboline, pizzi all’uncinetto, fiori di plastica, vecchi libri sacri, posacenere, stufe guaste e sedie arrugginite, cappelli, la tastiera di una pianola elettronica, il tutto finito in enormi buste nere che saranno mandate al macero.

Non le ossa, però, che sono state fotografate e che sono finite su Facebook scatenando commenti scandalizzati e arrabbiati da parte dei cittadini i quali, per anni, hanno contestato l’autoritarismo del parroco e i suoi modi burberi. Ora, invece, con l’arrivo di don Claudio, sono stati ristrutturati tutti gli altari, lucidati gli ottoni e illuminati i candelabri, ritinteggiate le colonne e spolverate tutte le statue dei santi.

Nella Chiesa Madre si respira una bell’aria di pulizia. Ma non è ancora finita, l’ex parroco deve ancora consegnare le chiavi del garage e di altri locali e tutti si chiedono che cos’altro si nasconda in quegli ambienti, visto che doveva lasciarli alla parrocchia a marzo e, a fine giugno ancora non si decide a farlo.