Avetrana: sit-in dei compagni di classe per Sarah. E spunta la lite con Sabrina

Pubblicato il 2 Ottobre 2010 19:32 | Ultimo aggiornamento: 3 Ottobre 2010 19:21

Dopo il cellulare spunta anche un litigio. La sera prima della scomparsa, Sara e Sabrina ebbero una piccola discussione.

Tra le due cugine ci furono momenti di nervosismo perché la quindicenne aveva preso una cotta per Ivano, un ventottenne amico di Sabrina. Il ragazzo piaceva alla studentessa ma interessava anche a Sabrina. Tra le due ci fu qualche screzio ma l’attrito durò poco perché il giorno dopo Sara raggiunse Sabrina a casa sua e, in tarda mattinata, le due decisero che sarebbero andate al mare nel pomeriggio con la loro amica Mariangela.

Proprio mentre Sara andava a casa di Sabrina scomparve. Era il 26 agosto. Il tassello della lite, assieme al telefonino trovato casualmente in campagna tre giorni fa dal papà di Sabrina, Michele Misseri, è uno dei tanti tasselli che gli investigatori stanno cercando di mettere in ordine. Il procuratore di Taranto, Franco Sebastio, ieri ha avvertito di credere poco alle coincidenze, ”specie se sono troppe”, facendo intendere che le indagini in corso stanno verificando anche le dichiarazioni dei parenti della ragazzina. Ma non si tralascia la pista romena per la presenza in casa Scazzi della badante, Maria Pantic, che fino a pochi giorni fa accudiva il nonno della ragazzina.

Per ricordare Sara oggi i compagni di classe hanno tenuto un sit-in davanti all’istituto alberghiero di Maruggio, dove la quindicenne avrebbe dovuto frequentare la seconda classe. ”Il tuo banco è vuoto. Ci mancano i tuoi sorrisi. Ritorna presto”, hanno scritto su uno dei quattro cartelloni esposti davanti alla scuola una cinquantina di studenti. ”Abbiamo organizzato questa manifestazione – dice Paolo Cheratti, rappresentante d’istituto – per stare vicini alla famiglia e tenere alta l’attenzione sulla scomparsa di Sara. Non vogliamo che questa storia cada nel dimenticatoio. Sono passati 38 giorni e il suo banco è ancora vuoto: vogliamo che Sara torni tra noi”.

Tra i manifestanti c’era anche Nicola Dentice, diciottenne e amico d’infanzia della quindicenne. ”Per me – spiega – è ancora ad Avetrana o, comunque, non si è spostata di molto. Forse voleva effettivamente fuggire da casa, qualcuno l’ha aiutata e poi forse l’ha tradita. ”E’ stata sempre – aggiunge – una ragazza caparbia. Se effettivamente ha chattato con il pasticciere di Mottola e gli ha detto che voleva andare via da Avetrana sono convinto che avrebbe fatto di tutto per riuscirvi”. Delle indagini in corso Nicola ha un’idea precisa. ”Il ritrovamento del telefonino dopo un mese in un podere dove lavorava lo zio – dice – è un’assurda coincidenza. Qualcuno ha voluto far trovare quel cellulare. C’e’ chi sa qualcosa e non dice la verità oppure non parla. Depistaggio? Forse”