Aviano, messaggio Us Air Force al team dopo l’escalation in Iran: “Stare attenti e allerta”

di redazione Blitz
Pubblicato il 8 Gennaio 2020 15:24 | Ultimo aggiornamento: 8 Gennaio 2020 15:24
Aviano, messaggio Us Air Force al team dopo l'escalation in Iran: "Stare attenti e allerta"

La base americana di Aviano, vicino a Pordenone (Ansa)

AVIANO (PORDENONE)  –   “Stare allerta e attenti” e inoltre “distruggere documenti, criptare le email e non discutere di operazioni fuori dal lavoro”, considerando che va garantito che “Opsec sia una priorità”: è il messaggio postato sul profilo Facebook della Aviano Air Base della Us Air Force e rivolto a tutto il team della base sia civile che militare in Italia. Opsec è un protocollo per evitare al nemico di comprendere le proprie disposizioni e capacità. 

Nello stesso post si invitano i componenti del team a “contattare immediatamente” il numero interno della base della cosiddetta “Eagle eyes” (una postazione di allarme) in caso si notino “comportamenti sospetti” da parte di qualcuno. È vietato parlare di eventuali operazioni, date e tempi fuori dal lavoro.  

Dopo la diffusione del post il Dipartimento della Difesa statunitense ha reso noto che “le misure di sicurezza nelle installazioni dell’Useucom (Comando delle Forze Statunitensi in Europa) rimangono invariate. Il livello di vigilanza resta costante e la sicurezza rimane la priorità”. “Per motivi di sicurezza, qualunque attività operativa non viene resa nota”, ha aggiunto il Dipartimento, in una nota diffusa dall’ufficio Pubbliche relazioni del 31st Fighter Wing dell’Aviano Air Base.

Resta da rilevare un aumento della tensione generale dopo l’escalation militare tra Usa e Iran, con Teheran che la scorsa notte ha risposto al raid Usa che ha ucciso il generale Qassem Soleimani colpendo una base americana in Iraq. 

Dopo i recenti sviluppi quaranta militari italiani hanno lasciato il compound americano Union 3 in Iraq, a Baghdad. La base, a pochi metri dall’ambasciata Usa, non sarebbe più sicura dopo la tensione innescata dall’uccisione del generale iraniano Soleimani, centrato da un drone proprio nella capitale irachena.

Ma il blitz Usa contro Soleimani ha provocato una serie di decisioni. La Nato ha annunciato il ritiro temporaneo di parte del suo personale schierato nel Paese mediorientale. Analoga decisione da parte della Germania, del Canada e della Croazia. I francesi, come gli italiani, invece resteranno.

Dopo gli Stati Uniti l’Italia è il Paese che fornisce il maggior numero di militari alla coalizione. Sono poco più di 900: un terzo è schierato in Kuwait, il resto in Iraq, tra Erbil (dove 450 militari italiani addestrano i peshmerga curdi), Kirkuk (una novantina) e Baghdad (una cinquantina, in prevalenza impegnati nella Task Force Police che addestra le forze di sicurezza irachene). E insieme all’Iraq, ci sono altre tre missioni che preoccupano i vertici militari italiani: Libia, Libano ed Afghanistan. Per ora i contingenti restano nei teatri, ma le misure di sicurezza sono state innalzate ai massimi livelli: ridotte le uscite e controlli rigidi all’ingresso dei compound. (Fonte: Ansa)